La “moviola” in tribunale può fare condannare innocenti

Secondo uno studio scientifico, l’uso di immagini al rallentatore durante i processi può distorcere il risultato dei processi. E’ emerso infatti che vedere le “moviole” di filmati di crimini violenti porta ad attribuire una maggiore volontarietà e un maggiore intento di fare male o di uccidere. Secondo i dati emersi dallo studio, quando alla giuria viene mostrato un filmato di un omicidio al rallentatore è più volte tre probabile che la giuria condanni l’imputato per omicidio premeditato.
Questi risultati hanno spinto i ricercatori ad una maggiore attenzione a come vengono impiegati i filmati nei processi, perché potrebbe portare a processi iniqui. L’aspetto è particolarmente importante perché i filmati stanno assumendo importanza sempre maggiore nei tribunali di tutto il mondo, anche come conseguenza della crescente disponibilità di riprese video, tra riprese a circuito chiuso e telefonini. Quasi tutti i giudici sono propensi ad ammettere riprese di questo tipo in un processo, e spesso ammettono anche che questi filmati vengano mostrati al rallentatore per permettere meglio di capire cosa sia avvenuto sulla scena (spesso confusa) del crimine.
Il problema è che però per molti reati penali un aspetto fondamentale è la volontarietà, che viene lasciata al giudizio di giudici e giurie, giudizio che però viene distorto dalla visione al rallentatore.
I ricercatori hanno effettuato numerosi esperimenti per verficare come variasse l’effettiva percezione delle intenzioni. In uno degli esperimenti, ad una serie di gruppi di finti giurati è stato mostrato un filmato di una tentata rapina in un negozio di liquori, che terminava con l’omicidio del commesso. Gran parte dei giurati che avevano visto la versione rallentata del filmato giudicavano intenzionale e premeditato l’omicidio, mentre chi aveva visto il filmato a velocità normale lo ha giudicava perlopiù involontario: i giurati che hanno classificato l’episodio come “omicidio volontario” erano infatti quattro  volte di più tra chi aveva visto la “moviola”. La ragione di questa differenza è tutto sommato facile da capire: vedere il filmato rallentato fa ritenere che il soggetto avesse avuto più tempo per decidere le proprie azioni e valutarne le conseguenze, e quindi in altre parole la volontarietà.
“Il rallentatore può essere una versione migliorata della realtà, e a volte può essere molto utile per capire come i fatti si sono svolti”, ha dichiarato Eugene Caruso dell’Università di Chicago, a capo del team di ricerca, “Ma allo stesso tempo abbiamo trovato che sembra che influenzi la nostra percezione dello stato mentale del soggetto, e non è così sicuro che rallentare le cose ci dia una percezione più accurata di quale fosse lo stato mentale di una persona mentre agiva”. Fonte Notizie del mondo


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