Yara Gambirasio: sentenza imminente per Bossetti

Manca poco alla sentenza riguardante il destino giudiziario di Massimo GiuseppeBossetti (45 anni) l'uomo accusato di aver assassinato Yara Gambirasio (13 al momento della morte). La giovane venne uccisa presso il campo di Chignolo d'Isola il 26 Novembre 2010. Il suo cadavere fu scoperto casualmente circa tre mesi dopo. A fine Giugno si concluderà definitivamente il processo di primo grado a carico di Bossetti, la precitata sentenza è prevista per il primo Luglio 2016. Il presidente della Corte d'Assise Antonella Bertoja ha disposto l'assenza di telecamere ed apparecchiature audio, durante la lettura di essa. 
Accuse ingiuste?
In una delle ultime udienze del processo a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, l'avvocato Claudio Salvagni ha difeso il suo assistito, cercando di sfatare la validità della prova regina riguardante il DNA ritrovato sugli indumenti di Yara. Salvagni ha affermato che Bossetti non abbia mai partecipato ad alcuna indagine scientifica su tale dato. Il punto di partenza si basa su un'analisi ad opera dei Ris. Di preciso, una relazione di servizio. Il legale del muratore di Mapello ha ricordato che il DNA mitocondriale non è compatibile con quello nucleare. "La PM in quest'Aula ha detto che è una cosa normale e che se questo dato dovesse essere tenuto in conto per non accettare il DNA come prova in un processo, allora tutti i processi in cui viene usato il DNA dovrebbero essere riscritti ... No! Niente di più errato! Questo è l'unico caso, l'unico processo, in cui non c'è il match" ha dichiarato Salvagni. Per il difensore di Bossetti, tale situazione non è presente in natura. Riguardo la possibile contaminazione delle tracce biologiche, la PM Letizia Ruggeri ha parlato di un "picchettino" anomalo che non dovrebbe essere considerato. Salvagni si è dunque lamentato di come in tale processo ci siano fin troppe anomalie: "Questo picchettino non è spiegato e riguarda proprio l'allele presente nel patrimonio genetico di Bossetti".
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