Giallo: Impiccata in villa, l'imprenditore:. Ho provato a salvarla era già morta

«Non so darmi pace per quello che è successo, non mi rassegno al fatto di non avere capito quanto Maria Antonieta era disperata. Eravamo amici da molto tempo, ogni tanto mi chiedeva ospitalità e le mettevo a disposizione la dependance della villa. Venerdì pomeriggio è venuta da me in lacrime, era sconvolta, aveva litigato con il fidanzato, mi ha detto che si erano lasciati e ha chiesto se poteva dormire nella dependance. Naturalmente le ho detto di sì, e ho cercato anche di rassicurarla. Ma era come se non mi ascoltasse». Parla della sua amica colombiana e si dispera V.P. l'imprenditore che l'ha trovata morta venerdì sera nella tenuta sulla via dei Laghi. Racconta ai carabinieri della compagnia di Castel Gandolfo e di Frascati le ultime ore di Maria Antonieta Vasquez Suarez, 36 anni, estetista con un passato da pr, una vita sentimentale tumultuosa, e madre di due bambini che vivono in sudamerica. L'uomo ripercorre con il ricordo ogni istante trascorso con l'amica quel pomeriggio che sembrava uguale a molti altri, senza sapere che stava scivolando nell'orrore. «Dopo averle detto che poteva restare a dormire da me sono uscito, avevo un appuntamento di lavoro. Verso le 9.30 sono tornato per vedere come stava Maria Antonieta, volevo chiederle se aveva bisogno di qualcosa e sapere se si era tranquillizzata».
L'uomo entra nella dependance, chiama Maria ad alta voce, ma non ha nessuna risposta. Gli viene quasi il dubbio che la donna abbia fatto la pace con il fidanzato e sia andata via. Era successo altre volte. La vede dopo poco, impiccata alla scala a chiocciola che porta nel seminterrato, Maria Antonietta era legata a un lenzuolo che aveva usato come corda. «Quando l'ho vista mi si è gelato il sangue - ha raccontato l'imprenditore ai carabinieri - d'istinto mi sono precipitato verso di lei e ho cercato di liberarla, ma era già morta».

L'INDAGINE
L'uomo chiama il 118, arrivano anche i carabinieri, il medico legale ad un primo esame superficiale conferma il suicidio. Sul corpo della colombiana non ci sono segni di violenza, o altre tracce che facciano pensare a una colluttazione, solo quei segni al collo lasciati dal cappio.
Gli inquirenti vogliono scoprire se la donna prima di morire abbia ingerito droghe, e anche se nelle ore in cui è rimasta da sola nella dependance abbia visto qualcuno. L'autopsia prevista per domani potrà forse dare qualche dettaglio in più sulla fine di Maria Antonieta. Fonte Leggo


2015 Psicogiuridico.it. Associazione Interdisciplinare di Psicologia e Diritto - C.F. 95131130635. E-mail: info@psicogiuridico.it - Tel: 081.553.91.78 - Fax: 081.011.16.07