Conosci te stesso?


La domanda “sai chi sei?” o “conosci te stesso?” appare spesso scontata (rispondiamo infatti il più delle volte con un’affermativa e decisa convinzione) e generalmente la risposta che diamo è parziale, a volte in linea con ciò che presumiamo essere le aspettative del nostro interlocutore.
IN CHE SENSO?
Nel senso che – per esempio – se siamo ad un colloquio di lavoro e ci viene chiesto di riassumere la nostra identità, difficilmente inizieremo a parlare delle nostre debolezze, del fatto che temiamo i film dell’orrore o che adoriamo la sensazione della sabbia calda sotto la pianta dei piedi d’estate. Molto più facilmente adatteremo la nostra risposta all’interlocutore (quindi nell’esempio il nostro potenziale datore di lavoro o chi per lui/lei), preferendo un più semplice ed efficace elenco delle nostre abilità, tra cui la nostra determinazione, la propensione a lavorare in team e la buona capacità di problem solving.
QUINDI ABBIAMO TANTE IDENTITÀ?
Per certi versi sì. Ciò non significa soffrire di quello che i thriller polizieschi definiscono come “personalità multiple”, ma in un certo senso ognuno di noi riveste “ruoli” diversi. Così una donna è contemporaneamente figlia, sorella, studentessa, lavoratrice, amante degli animali, tennista, ecc.
Ciò che complica ulteriormente la questione, è poi come ci vediamo noi, come ci definiamo all’interno di questi ruoli, nel bene e nel male.
Ossia, quali sono i nostri difetti e i nostri pregi. Se ci immaginiamo nel nostro ruolo di sportivi – ad esempio – possiamo essere coscienti di essere bravi in attacco, ma un po’ carenti nella difesa; in ambito lavorativo, possiamo vederci come più abili nel rapporto con il pubblico e meno efficaci con l’espletamento delle pratiche burocratiche, e così via.
Molto spesso, inoltre (giusto per complicarci l’esistenza), tendiamo ad avere una visione non realistica di noi stessi, calati nei vari ruoli che assumiamo. Per esempio possiamo ritenerci alquanto taciturni quando siamo in compagnia, mentre invece gli altri non notano tale caratteristica o, al contrario possono vederlo come un segno di rispetto e di non invadenza, nei confronti delle altre persone della compagnia. Sempre convinti che “conosci te stesso?” sia una domanda dalla facile risposta? Fonte Psiche.org

2015 Psicogiuridico.it. Associazione Interdisciplinare di Psicologia e Diritto - C.F. 95131130635. E-mail: info@psicogiuridico.it - Tel: 081.553.91.78 - Fax: 081.011.16.07