Come diventare ottimisti in tutto quello che si fa

Come diventare ottimisti nonostante tutti i contrattempi che ti capitano? Alcune volte le sfighe si trasformano in vere sfide per te e cedere ai pensieri negativi può sembrare la soluzione . Ma hai mai sentito parlare del pensiero laterale positivo? Pensare positivo grazie all’ottimismo può anche aumentare la nostra salute fisica e mentale quindi perché non provarci? Esistono delle ricerche che mettono in relazione stretta la qualità della vita con l’ottimismo (Wrosch C,Scheier MF, 2003). I pensatori ottimisti si aspettano sempre uno sviluppo favorevole del corso degli eventi in ogni situazione. Per fare un esempio: “Ho distrutto la mia macchina in un incidente, per fortuna che l’assicurazione pagherà i danni!”). La ricerca suggerisce che vedere il bicchiere mezzo pieno fa bene alla tua salute, alla carriera e nell’amore. Gli studi hanno trovato che essere ottimisti crea tassi più bassi di mortalità e di sviluppare il cancro, una migliore salute cardiovascolare e migliore funzione immunitaria (Rasmussen HN et al.,2009), (Maruta T et al.,2002).
Altre ricerche psicologiche hanno scoperto che i benefici del pensiero positivo si notano in particolare nei paesi a basso reddito (Pressman et al.,2013). Uno studio suggerisce anche che l’ottimismo e la disposizione mentale positiva aiuta le donne a combattere il cancro al seno. Se poi parliamo delle persone anziane allora la ricerca ha scoperto che chi utilizza degli stereotipi positivi sulla propria età, recupera meglio la propria disabilità di chi invece si lamenta degli anni che avanzano (Levy BR et al., 2012). Alcuni psicologi sostengono poi che gli ottimisti tendono ad essere più sani, perché sanno affrontare al meglio un eventuale mancato raggiungimento dei loro obiettivi (Wrosch C, 2003). E’ anche possibile che le persone che pensano in maniera positiva diano un minor peso agli eventi stressanti che li colpiscono (Boyraz G, 2012). Ma i benefici dell’ottimismo vanno oltre alla buona salute, hanno un riscontro importante anche nella ricerca dell’impiego e di una futura assunzione. Inoltre se sei un ottimista probabilmente sei anche un buon compagno di vita e il tuo rapporto d’amore ne giova sicuramente (Assad KK et al.,2007). Ora tu dirai che è più facile a dirsi che a farsi, in fondo come diventare ottimisti non s’impara con uno schiocco di dita. Lo so, può essere un compito abbastanza arduo se sei abituato a ragionare in maniera pessimistica ma puoi scegliere di coltivare l’abitudine al cambiamento positivo. Mentre alcuni psicologi pensano che diventare ottimisti si possa imparare, altri esperti ritengono che l’ottimismo sia un tratto di personalità innato. Esistono poi altri fattori che influenzano l’ottimismo, come lo stato sociale, economico e culturale. Ci sono studi che hanno trovato relazioni importanti tra pessimismo e stati con economie povere, anche se non è ancora chiaro se un livello socio-economico basso induca la gente a essere più pessimista o il contrario (Robb KA et al.,2009), (Heinonen K et al.,2006). Esistono poi le differenze culturali che possono entrare in gioco. Gli studi dimostrano che le culture occidentali tendono a fare una previsione di ciò che accadrà più positiva rispetto alle aspettative delle culture orientali. Alcuni psicologi suggeriscono che sia perché gli occidentali si concentrano più sull’auto-valorizzazione e vedono se stessi in modo più positivo rispetto a come si vedono gli orientali (Chang EC, Asakawa K.,2003) Ma prima che tu possa diventare la signora o il signor “Tutto E’ Meraviglioso” è bene che tu sappia che avere troppe fantasie ottimistiche può avere dei rischi. Prevedere il meglio in ogni situazione può portare a grandi delusioni delle aspettative. Alcuni esperti sostengono che usare il pessimismo come autodifesa può essere in alcune occasioni una buona idea: “spera per il meglio e preparati al peggio” . Questo approccio aiuta le persone a rispondere meglio a determinate minacce e può anche ridurre l’ansia (Lim L, 2009). Ecco alcuni suggerimenti rapidi su come diventare ottimisti e vedere il bicchiere mezzo pieno: Trova il buono in ogni cosa che ti capita. Anche nelle situazioni che ti possono sembrare le peggiori, c’è sempre il modo di trovare qualcosa di positivo . Può essere difficile da vedere in un primo momento, ma tu prova a guardare più da vicino! Prendi nota. Alla fine della giornata, annota alcune buone cose che sono successe, come un lavoro che sei riuscito a concludere o una telefonata di un vecchio amico che non sentivi da un po’. Delle volte creare un’abitudine rende più facile apprezzare i lati positivi della vita. Parla di ciò che hai fatto come un successo. A volte non è la situazione specifica che determina il buono o il cattivo umore, ma il modo in cui se ne parla. Per esempio potresti dire che l’esame che hai affrontato è stato molto duro, ma che allo stesso sei stupito e soddisfatto di quanto tu abbia dato il meglio per svolgerlo. Dimentica l’erba del vicino. E’ facile confrontarti con gli altri e diventare invidioso di ciò che non si ha. Invece no, evitalo. Cerca di apprezzare le tue buone qualità (perché ne hai) e ricorda di essere grato di ciò che hai anzi, se vuoi puoi allenare la gratitudine con dei veloci esercizi. Prendi il controllo: La scienza ha dimostrato che le persone si sentono più ottimiste sulle situazioni che possono controllare (Kos JM,Clarke VA, 2001). Quindi prendi la scena che ti spetta, prendi il controllo della tua vita anche nelle piccole cose. Ritagliati il tempo per star bene. Sorridi: In uno studio, i partecipanti che hanno tenuto una penna in bocca (utilizzando i muscoli del sorriso) hanno percepito come più divertenti i cartoni animati che stavano guardando rispetto ai partecipanti senza la penna in bocca (Soussignan R, 2002). Quindi non soltanto i sorrisi sono contagiosi, essi possono effettivamente rendere le situazioni più complicate meno pesanti (Wild B et al., 2003). Cerca di stare in equilibrio. La vita non è tutta bella, almeno non 24 ore su 24, quindi non preoccuparti se i pensieri positivi non sempre scorrono come vorresti. Essere realistici non è un male anzi serve e aiuta a gestire l’ansia e aumentare la produttività senza procrastinare. Fonte: Psicosocial
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