Strage di studenti Erasmus: 14 morti, 7 sono italiani -

Salgono a sette le vittime italiane tra le 14 persone che ieri hanno perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto in Catalogna, che ha coinvolto un autobus con a bordo 57 studenti Erasmus assegnati a Barcellona, di 22 nazionalità diverse. Vi sarebbero 5 italiani anche tra i 34 feriti ricoverati. Il nome della prima italiana identificata è Valentina Gallo, 22enne fiorentina che si trovava in Spagna da metà gennaio e sarebbe tornata in Italia prima dell'estate. La seconda è Elena Maestrini, 21 anni, di Gavorrano, in provincia di Grosseto, che è stata dichiarata morta alle quattro di stamattina, a causa delle gravi ferite riportate nell'incidente. Elena, che studiava Economia, sarebbe dovuta tornare a casa per festeggiare la Pasqua con la famiglia. Un'altra vittima proveniva da Torino e si chiamava Serena Saracino. La conferma del suo decesso è arrivata attraverso la famiglia. 

L'autista dell'autobus è indagato per 13 omicidi per 'imprudenza', secondo il codice spagnolo, riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia. L'uomo, 63 anni, è stato rimesso in liberta la notte scorsa dopo essere stato interrogato a lungo dalla polizia regionale catalana.

LA CONFERMA  Il ministro degli Interni della Catalogna Jordi Jane ha confermato, in una dichiarazione alla radio catalana ripresa dal Pais, la morte di sette italiani nell'incidente di autobus avvenuto ieri su una strada vicino a Tarragona.

"TUTTI GRIDAVANO" «È stato tutto un girare e cadere. La gente gridava e piangeva. Ci siamo sentiti perduti, tutto era buio. È stato orribile». È il racconto dei terribili attimi dell'incidente del bus degli studenti Erasmus fra Valencia e Barcellona di una ragazza rimasta ferita, ora ricoverata all'ospedale di Tortosa. La giovane, intervistata dal quotidano catalano El Periodico ha chiesto che non fossero resi noti il suo nome e nemmeno la nazionalità, per timore di mettere in angoscia i genitori. «L'ultima cosa che desidero e farli stare male. La paura che ho vissuto io è più che sufficiente». Ha mandato un messaggio con il cellulare al fratello, per rassicurarlo. Gli ha chiesto di non dire nulla ai genitori. Ha il braccio sinistro bendato e immobilizzato. Della dinamica dell'incidente non ricorda quasi nulla, perché dormiva. È passata dal sonno a un incubo da sveglia in qualche decimo di secondo. Al momento dell'incidente, racconta, «quasi nessuno era sveglio, perché nessuno aveva dormito da quando eravamo partiti la mattina prima, sabato, da Barcellona». Il bus, con gli altri quattro della 'carovanà degli Erasmus, era partito verso le tre del mattino, dopo la notte trascorsa al Festival del Fuoco de Las Fallas. Tre ore dopo, alle sei, lo schianto e l'incubo.
Fonte Leggo

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