Camorra, il boss «imprendibile» Sibillo in fuga nelle fogne

È latitante da più di cento giorni. A braccarlo non ci sono solo poliziotti e carabinieri, ma anche i killer di un gruppo rivale che lo vuole morto. Dopo l'uccisione di suo fratello Emanuele, Pasquale Sibillo è considerato il reggente di un gruppo che per molti è in rotta mentre altri indicano ancora attivo e capace di seminare altro terrore e morte. La condizione di super-ricercato di questo 24enne ricercato dalla giustizia con accuse gravissime si è fatta oggettivamente difficile: sebbene possa contare sulla protezione delle ”staffette“ che lo scortano, ogni uscita in strada comporta un rischio potenziale elevatissimo. Per questo motivo Sibillo negli ultimi giorni si muoverebbe percorrendo il centro storico sotto terra. È molto più di una voce quella che si rincorre per i vicoli del centro storico, e in particolare nella zona di San Gaetano, dove si trova la casa paterna del superlatitante: “Lino và fujenn pe' sotto terra”. Teoria suggestiva, ma plausibile al punto da indurre anche gli investigatori a non trascurare questa traccia. I cunicoli dei condotti fognari gli garantirebbero libertà di movimento e soprattutto una sicurezza che sente venir meno facendosi vedere per strada. Quel dedalo composto dalla rete della città sotterranea offrirebbe anche un'altra grande opportunità: consentendo a Sibillo di rimanere a presidiare il “suo” territorio e di continuare a tenere serrate le fila della sua paranza criminale. Non è raro - nella zona compresa tra i Tribunali e Forcella - trovare tombini sistemati anche all'interno di condomìni e cortili di antichi palazzi. Ma muoversi sotto terra non è cosa semplice. Per questo il 26enne sarebbe affiancato da chi conosce bene gli oscuri sentieri della città nascosta: forse addirittura uno degli specialisti della “banda del buco”, di sicuro un pregiudicato. Sulla latitanza di Pasquale Sibillo si sono ipotizzate molte cose. Si è detto che poteva contare su appoggi logistici capaci di estendersi ben oltre l'area dei decumani, arrivando persino al quartiere Ponticelli; che quando esce da uno dei covi gira scortato da almeno quattro giovanissimi armati rimastigli fedeli; e persino che quest'estate si sarebbe allontanato da Napoli per migrare verso località segrete tra il Lazio e le Marche. Per gli investigatori invece la primula rossa della paranza dei “baby-camorristi” di Forcella continua a essere a Napoli. Fonte: Il Mattino
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