Napoli. Strage in Tangenziale, il dj rompe il silenzio: «Sì, ero pieno di alcol»

Due ore di interrogatorio serrato in carcere, ieri mattina, poco dopo mezzogiorno. Aniello Mormile, il dj protagonista della manovra killer in tangenziale che costò la vita a due persone, risponde per la prima volta alle domande degli inquirenti. Che cosa è accaduto davvero la notte del 25 luglio all'altezza dello svincolo di Agnano? Perché Mormile ha deciso di andare incontro alla morte mettendo a segno un'assurda manovra?

Immagini agghiaccianti, video choc quelli raccolti dagli agenti della polstrada, che non si dimenticano facilmente: l'auto fa inversione all'improvviso, i fari si spengono nella notte, le auto sfrecciano in senso opposto: sono tre, viaggiano una dopo l'altra, due riescono miracolosamente a farla franca, fatale invece lo schianto con l'ultima, quella guidata da un uomo di 48 anni che non riesce a schivare la Clio del dj: non c'è scampo per la giovanissima fidanzata di Mormile, Lidia Barbato, 22 anni appena compiuti, che dormiva distesa sul sedile posteriore. Niente da fare anche per Aniello Miranda, l'agente di commercio di Torre del Greco che all'alba di quel maledetto sabato stava solo cercando di raggiungere il posto di lavoro a bordo della sua auto. Da allora, tra silenzi, omertà e tanti buchi neri ancora da chiarire, le indagini sono andate avanti a ritmo serrato coordinate dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso e dal pm Salvatore Prisco. Due ore di domande, dunque, ieri mattina, un pressing particolarmente incalzante nell'ambito dell'interrogatorio investigativo richiesto dalla Procura: tante le risposte fornite da Mormile ma altrettanti i vuoti di memoria che ha dichiarato di avere rispetto ai momenti più drammatici della vicenda. Difeso dagli avvocati Gaetano Porto e Gaetano Baccari, «Nello» Mormile - ritenuto responsabile di duplice omicidio volontario - che in un primo momento aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, ricorda invece gran parte della serata passata in discoteca: la musica assordante pompata dalle casse del locale per tutta la notte, la birra e i super alcolici bevuti in quantità mentre «mixava» e fino a poco tempo prima di mettersi al volante dell'auto. E dopo? Che cosa è accaduto dopo la notte in discoteca? Perché la folle decisione di invertire il senso di marcia?

E soprattutto: che cosa lo ha spinto a spegnere improvvisamente anche i fari? Vuoti di memoria, si diceva, che i difensori del dj sperano di riuscire a colmare con il passare del tempo: se così dovesse essere non esiteranno a richiedere un nuovo interrogatorio. Ma c'è dell'altro. Nelle ultime ore sono venuti fuori alcuni inediti spezzoni di filmati che riprendono il momento dell'inversione a «U» messa a segno in tangenziale e sui quali si stanno concentrando le indagini degli agenti della polstrada e che potrebbero riservare qualche sorpresa nell'ambito della ricostruzione di una vicenda che resta per molti versi ancora misteriosa e soprattutto incomprensibile. Intanto, si attende l'esito degli esami tossicologici che stabiliranno se il dj quella notte aveva assunto o meno sostanze stupefacenti, una ipotesi che la difesa tenderebbe almeno per il momento ad escludere. Gaetano Porto e Gaetano Baccari sono infatti al lavoro per cercare di fornire una ricostruzione obiettiva dei tragici momenti che hanno caratterizzato quella folla corsa in tangenziale. Intanto i risultati dai quali emergerà l'eventuale consumo di sostanze psicoattive dovrebbero essere pronti all'inizio della prossima settimana. Fonte Il mattino

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