Lo stress è contagioso?

L'insoddisfazione esistenziale come una sorta di tara genetica. È la sintesi che si può fare di una ricerca condotta da medici psicologi dell'Accademia di Finlandia su un nutrito gruppo di figli e genitori, che hanno risposto a una serie di domande sulla loro vita. La tesi della ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista European Journal of Developmental Psychology, è che lo stress, la tensione nervosa e i problemi che i genitori devono sopportare al lavoro influenzano in maniera negativa i figli, incidendo innanzitutto sul rendimento scolastico. Tutta l'insoddisfazione provocata da una mancata promozione, ad esempio, o da un lavoro comunque avvertito come poco creativo o scarsamente remunerativo si riflette sull'equilibrio generale della famiglia e quindi in primo luogo sui figli, ancora poco attrezzati a livello psicologico per gestire situazioni emotivamente complesse. L'effetto pratico più evidente è la perdita di interesse nei confronti della scuola, che diventa il luogo di un inutile esercizio di apprendimento, e l'adozione di atteggiamenti cinici e indifferenti. Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori finlandesi hanno intervistato oltre 500 ragazzi e i rispettivi genitori.
Le risposte hanno mostrato che i genitori che vivevano un disagio fisico ed emotivo avevano maggiori probabilità di “contagiare” i figli e di costringerli a un rendimento scolastico inferiore agli altri. L'influenza maggiore sarebbe quella del genitore dello stesso sesso del figlio preso in esame. Secondo i ricercatori finlandesi, la recente crisi economica non potrà che acuire questo fenomeno, come si evince dalle parole di Katariina Salmela-Aro, la coordinatrice dello studio: “si tratta di un risultato importante in vista del potenziale impatto della recessione sul benessere delle famiglie e dei giovani”.
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