Depressione: scoperta area cerebrale che puo' prevedere malattia

Una piccola area del nostro cervello a forma di mandorla potrebbe aiutarci a prevedere in che modo affronteremo lo stress nella vita. Si tratta dell'amigdala, un'area chiave per l'identificazione e la risposta al pericolo. Misurandone l'attivita', un gruppo di ricercatori della Duke University e' convinto che si possa prevedere se si diventera' depressi o ansiosi in risposta ad aventi della vita stressanti. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Neuron, potrebbero portare a nuove terapie radicali per trattare la depressione e l'ansia, in primo luogo impedendo il loro sviluppo. "Spesso le persone accedono ai trattamenti quando la depressione e l'ansia e' diventata cosi' cronica e difficile costringendole ad andare in una clinica", ha detto Johnna Swartz, autrice dello studio.
  "Con un marker del cervello, potremmo potenzialmente guidare le persone a cercare i trattamenti prima che i disturbi diventino cosi' dirompenti da modificare la vita di chi ne soffre", ha aggiunto. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno effettuato scansioni cerebrali su un gruppo di studenti universitari mentre guardavano raffigurazioni di volti arrabbiati e impauriti, che segnalano un pericolo nell'ambiente. Queste immagini minacciose normalmente innescano l'amigdala e gli scienziati hanno misurato l'intensita' di questa attivazione utilizzando la risonanza magnetica funzionale, una misura diretta e non invasiva dell'attivita' cerebrale. Ogni tre mesi dopo la scansione, i partecipanti hanno compilato un questionario online che documenta gli eventi stressanti della vita e il loro impatto, nonche un questionario di valutazione dei sintomi di depressione e ansia. Degli iniziali 753 partecipanti analizzati, circa 200 hanno completato il questionario online una media di due anni e fino a quattro anni dopo la scansione. Ebbene, in questi individui piu' l'amigdala era reattiva all'inizio dello studio piu' gravi sono stati i sintomi di ansia o depressione in risposta a eventi stressanti che hanno incontrato dopo la prima scansione.
  In pratica, gli studiosi hanno suggerito che la reattivita' dell'amigdala puo' essere un utile indicatore per prevedere quanto si rischia di soffrire di ansia e depressione in futuro, in particolare fino a 4 anni dopo.  Fonte Agi

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