Mafia Roma, la segretaria confessa: "Così preparavo le buste per i politici"

Continuano a spron battuto le indagini dell'inchiesta Mafia Capitale. La prima a parlare e confessare è la segretaria di Salvatore Buzzi, responsabile di alcune coop che, per ottenere commesse di vario genere, teneva a libro paga numerosi politici romani. "Li pagavo io, preparavo le tangenti e le mettevo in buste di carta", dice Nadia Cerrito, 49 anni, che gestiva in prima persona il libro nero con i destinatari delle mazzette.

"Buzzi mi portava i soldi in contanti, io facevo le buste ma non sapevo la destinazione: ci scrivevo solo B di Buzzi e lui la ritirava, ricorda la donna, secondo quanto riporta il Messaggero. "Le cifre non superavano mai i 15 mila euro; sapevo che era illegale ma non potevo rifiutarmi altrimenti mi licenziavano", dice ancora la Cerrito ai magistrati.

"Era tutta contabilità nera che mi dicevano di non registrare. L'agenda la tenevo sempre nella borsa, perché Buzzi mi diceva che riguardava pagamenti riservati e non volevo che altri lo vedessero", spiega. Per quanto riguarda gli incontri politici, afferma: "Tenete conto che l'azienda per la quale lavoro comprende cinque cooperative e ha 15mila dipendenti, molte persone non le conoscevo. Ricordo Franco Panzironi, (ex ad di Ama finito in carcere ndr) lui lo vedevo spesso. Alemanno non l'ho mai visto, ma so chi è, mentre ho sentito i nomi di Riccardo Mancini (ex ad di Eur spa ndr) e Claudio Turella (ex responsabile servizi giardini del Campidoglio ndr), Luca Gramazio (capogruppo del Pdl al Comune ndr) non lo conosco". Ma il gip Flavia Costantini le contesta un'intercettazione ambientale del 29 gennaio 2013, quando il ragioniere Paolo Di Ninno, faceva un resoconto della contabilità ufficiale e parallela delle cooperative a Buzzi e Carminati. Lei chiede ancora tempo.Fonte TgCom

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