Uccise una donna con 123 coltellate, killer incastrato 20 anni dopo grazie al Dna

Uccise una giovane donna colpendola 123 volte con un coltello e abbandonò il corpo straziato vicino all'autostrada A6, a Montceau-les-Mines, in Borgogna, nel centro della Francia. Quasi vent'anni dopo, l'assassino di Christelle Bletry, 20 anni all'epoca, finora sfuggito alla giustizia, è stato incastrato da nuovi esami del Dna, resi possibili grazie all'evoluzione delle tecniche di analisi genetiche. La soluzione di questo caso lascia sperare agli inquirenti di aver trovato finalmente una pista per spiegare una serie di altri misteriosi omicidi, tutti rimasti irrisolti. Tra il 1986 e il 1997, 14 giovani donne furono assassinate in Borgogna, in un raggio di 200 km intorno all'autostrada dove è stato ritrovato il corpo di Christelle. In Francia sono note come «Le scomparse dell'A6».

UN OPERAIO
L'assassino di Christelle è un operaio agricolo di 56 anni, sposato e padre di due figli. Arrestato martedì nella sua casa di Retjons, nelle Lande (sud-ovest), dopo aver negato i fatti, ha alla fine confessato: la notte del 28 dicembre 1996, fu lui ad uccidere selvaggiamente la giovane che rientrava a casa a piedi, da sola, dopo una serata tra amici. Agli inquirenti l'uomo, che all'epoca dei fatti abitava a Blanzi, vicino a Montceau-les-Mines, ha raccontato che era sotto effetto degli stupefacenti. Aveva costretto la giovane a salire in auto poi, quando lei era riuscita a fuggire, l'aveva rincorsa brandendo un coltello. Dopo di che si è rifatto una vita. Le indagini non sono mai state archiviate. In 18 anni, ha spiegato il procuratore di Chalon-sur-Saone, Christophe Rode, sono stati fermati una quindicina di sospetti e compilati centinaia di processi verbali. Poi di recente è stato deciso di riprendere in mano tutto il fascicolo delle «scomparse dell'A6» e di effettuare nuove analisi sui vestiti di una delle vittime, che era stati ben sigillati in tutti questi anni. Quelli di Christelle.

DNA DECISIVO
Finalmente è stata prelevata una traccia di DNA. Una vittoria quasi insperata per gli inquirenti che a quel punto hanno potuto mettere a confronto il Dna trovato con le impronte genetiche dello schedario nazionale. «Abbiamo allora avuto la certezza che appartenevano ad un uomo già schedato. Fino a quel momento nessun indizio lasciava supporre che avesse commesso un omicidio nel '96», ha raccontato il procuratore. Nel 2004 l'assassino di Christelle era stato detenuto sei mesi in prigione dopo un tentativo di aggressione sessuale. «Il fatto di essere rimasto impunito così a lungo può averlo indotto a ricominciare. Ma non ci sono prove al momento che sia stato lui ad uccidere anche le altre ragazze», ha osservato l'avvocato della famiglia Bletry, Alain Seban. A Blanzy, la madre di Christelle, Marie Rose Bletry, che anni fa ha costituito un'associazione con le madri delle altre giovani vittime, si è detta «annientata»: «La verità tanto sperata è brutale - ha detto - ma finalmente è arrivata». Fonte il Messaggero

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