Napoli, non si ferma all'alt: ucciso 17enne Rione in rivolta: colpite auto della polizia

Tragedia nel quartiere Traiano di Napoli. La scorsa notte due giovani non si sono fermati all'alt dei carabinieri, così è partito l'inseguimento. Durante la fuga, uno di loro, Davide Bifolco, 17 anni, è stato ucciso da un militare. Il carabiniere ha sparato in maniera accidentale un colpo con la pistola di ordinanza. Dopo la notizia, la gente del quartiere ha iniziato a protestare contro le forze dell'ordine: due auto della polizia sono state distrutte.
Cosa è successo - Nel corso di un servizio per il controllo del territorio i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli hanno notato tre persone in sella a uno scooter che stavano percorrendo, secondo la ricostruzione dei militari, con fare sospetto il viale Traiano. Secondo quanto riferito dai militari tre non si sono fermati all'alt ed è nato un inseguimento che si è concluso su via Cinthia, quando il conducente dello scooter in corsa ha preso un'aiuola perdendo il controllo del mezzo, urtando la "Gazzella" e cadendo a terra.

Subito dopo la caduta uno dei sospetti, inseguito da un carabiniere, è riuscito a fuggire a piedi facendo perdere le tracce. Si tratta di un latitante con precedenti per reati contro il patrimonio, evaso dai domiciliari a febbraio. Mentre l'altro militare, che stava procedendo ad ammanettare gli altri due, ha accidentalmente esploso un colpo con la pistola d'ordinanza che ha raggiunto il 17enne. Il giovane è stato soccorso e portato all'ospedale San Paolo, dove è deceduto.

Il fratello: "Moto senza assicurazione, Davide fuggito per paura" - "E' stato un omicidio, non s'inventassero scuse. E' stato un omicidio". Lo dice tra le lacrime Tommaso Bifolco, il fratello di Davide. "Non è caduto durante l'inseguimento - aggiunge - è stato speronato e ucciso". Secondo Tommaso, il fratello è fuggito per paura: "La mia famiglia non aveva soldi per comprare un motorino a Davide. Forse si è spaventato, forse voleva evitare il sequestro del mezzo e per questo non si è fermato davanti alle forze dell'ordine". Lo scooter infatti non era suo e non era assicurato.

L'ira degli amici su Facebook - "Razza bastarda avete tolto una vita a un ragazzino, devono morire i vostri figli carabiniere infame. RIP piccolo angelo che ti tenco insieme al mio cuore". Sono i primi messaggi degli amici di Davide Bifolco su Facebook. Da una parte il "riposa in pace", dall'altra la rabbia e le accuse.

La disperazione della mamma: "Hanno ammazzato mio figlio" -"Quando gli ha sparato non l'ha visto in faccia? Quel carabiniere non ha visto che Davide era un bambino?". La signora Flora non fa che piangere. Racconta gli ultimi istanti di vita del figlio Davide Bifolco. "Ieri sera è venuto da me, aveva freddo e mi ha chiesto un cappellino - spiega - mi ha detto: 'Mamma, faccio l'ultimo giro col motorino e torno a casa'. Poi, mi sono venuti a chiamare, volevano i documenti. Sono scesa in strada e ho visto Davide a terra. Ho cercato di muoverlo, l'ho preso per il braccio, ma non si muoveva più. Era già morto". "Ora, se ha il coraggio, quel carabiniere deve uccidere anche me, perché mi ha ucciso mio figlio", aggiunge la mamma di Davide.

L'amico: "L'ho visto morire, Davide non era un delinquente" - "Stavamo percorrendo un viale quando a un certo punto una macchina dei carabinieri è andata contro lo scooter di Davide. E' iniziato l'inseguimento, è stata puntata la pistola e Davide è stato ucciso, l'hanno ammanettato come il peggior dei criminali, nonostante fosse già stato colpito". E' il racconto dell'amico del 17enne ucciso a Napoli. Il ragazzo, che era a bordo dello scooter con Davide, ha ancora lo sguardo spaventato mentre parla: "Davide era un bravissimo ragazzo per me era un fratello - ha affermato -. Giocavamo a calcio, scherzavamo tra di noi. Non eravamo delinquenti, stavamo soltanto facendo un ultimo giro prima di tornare a casa". Fonte TgCom

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