Il cervello inizia a ridursi a 20 anni, un algoritmo italiano lo misura

Cresce dall'infanzia all'età dello sviluppo, ma poi a un certo punto si ferma. "E intorno ai 20 anni il volume cerebrale inizia a ridursi, all'inizio molto lentamente e poi, dopo i 40-50 anni, più velocemente. E' un processo invisibile a occhio nudo, ma le macchine e uno speciale software ci dicono che perdiamo lo 0,2-0,3% di volume cerebrale l'anno. Io in 10 anni ho perduto il 3,5%". Parola di Nicola De Stefano, neurologo dell'Università di Siena che ha ideato il 'metodo Siena' e l'algoritmo per quantificare con precisione la perdita di volume cerebrale.

Un sistema realizzato insieme all'Università di Oxford, che oggi è il più usato per calcolare l'evoluzione del danno inferto da malattie come sclerosi multipla e Alzheimer. "In un malato di sclerosi multipla la perdita di volume cerebrale è doppia rispetto a una persona sana: siamo intorno allo 0,5-0,6-0,7% l'anno. Mentre nell'Alzheimer schizza al 2-3%", racconta in occasione del meeting Actrims/Ectrims in corso a Boston.

"Se le persone sane perdono sia materia grigia che bianca, nel caso di anziani e malati di sclerosi viene 'eliminata' più materia grigia". Ma come si misura il rimpicciolimento? "Occorre eseguire due risonanza magnetiche con alcuni criteri, poi il computer grazie al software esegue il calcolo".

Il metodo Siena, che pur essendo stato messo a punto proprio nella città toscana è un acronino (Structural Imagine Evaluation using Normalization of Atrophy), è oggi la chiave per valutare l'andamento di molte patologie "e gli effetti protettivi dei farmaci studiati per contrastare la perdita di volume cerebrale" nella sclerosi multipla, conclude. Fonte Adnkronos

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