Aspirante avvocato: la commissione ha obbligo di motivare la bocciatura

Un aspirante avvocato ricorre al Tar laziale per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dei provvedimenti di esclusione dalle prove orali dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense, sostenuto presso la Corte d’appello di Roma, in quanto gli elaborati allo stesso riferibili erano stati valutati col solo voto numerico. La recente disciplina dell’ordinamento della professione forense, contenuta nella legge n. 247/2012, al comma V dell’art. 46, prevede l’obbligo, gravante sulla commissione d’esame, di annotare, sugli elaborati valutati non sufficienti, i giudizi espressi.

La III sezione del TAR Lazio, riunita in camera di consiglio, richiamando la propria costante giurisprudenza, formatasi nonostante la normativa sia recentissima (ex multis ordinanza 8 novembre 2013, n. 4363), ha accolto l’istanza di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati dal ricorrente, obbligando altresì il Ministero resistente al riesame degli elaborati. La III Sezione, ha ritenuto, infatti, che qualora “i criteri di valutazione elaborati dalla Commissione siano generici, il solo voto numerico non è sufficiente a palesare le ragioni del giudizio espresso sull’elaborato”.

Il giudice amministrativo rileva, inoltre, che tale carenza impedisce al candidato di conoscere i motivi posti alla base del giudizio negativo, anche al fine di migliorare la propria preparazione, precludendo, inoltre, il sindacato sull’attività posta in essere dalla Commissione d’esame.

Il Tar ha altresì statuito che una nuova correzione degli elaborati, ai sensi della richiamata disciplina, dovrà essere svolta nel termine 40 giorni decorrenti dall’emananda ordinanza: la normativa del 2012 prevede l’obbligo, a carico dell’Amministrazione della Giustizia, di riesaminare i compiti scritti del ricorrente, nella fattispecie vittorioso nella fase cautelare, rinnovando il procedimento valutativo, attraverso una commissione diversamente composta. I nuovi membri della commissione dovranno quindi correggere gli elaborati del ricorrente unitamente ad altri, riferibili ad ulteriori candidati estratti in numero minimo di dieci, ed attribuendo pure a questi ultimi, nella sola finalità di assicurare l’anonimato, un giudizio.
Fonte: Altalex

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