Gli italiani e l'alcol: 7 milioni a rischio

Nel 2013, la quota di persone di 11 anni e più che bevono alcolici in Italia è pari al 63,9%, pari a 34 milioni e 644mila persone. Di queste 12 milioni e 300 mila ne fa uso quotidianamente e 7 milioni hanno comportamenti a rischio. Cresce il consumo di alcool occasionale e fuori dai pasti, ma scende in maniera rilevante quello giornaliero. Lo rileva l'Istat che ha diffuso il report "L'uso e l'abuso di alcol in Italia 2012-2013". In particolare, nel 2013, la quota del 63,9% di consumatori alcol rimane stabile rispetto all'anno precedente, ma è in diminuzione rispetto a 10 anni prima (68,7%). In netto calo appare, poi, il consumo di alcol giornaliero: tra il 2003 e il 2013, la quota di chi consuma bevande alcoliche tutti i giorni scende dal 31% al 22,7%. Si registra, invece, un aumento nella quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 37,6% del 2003 al 41,2% del 2013) e di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 24,8% al 25,8%). Nel 2013, il 51,6% della popolazione di 11 anni e più che ha consumato alcolici nell'anno beve vino, il 45,3% birra e il 39,9% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori. Il consumo di alcol nell'anno è più forte nel centro-nord, soprattutto nel nord-est (68,7%), in particolare tra i maschi (78,9%). In modo analogo si distribuiscono i consumatori giornalieri, con una quota nel nord del 23,9%. Ciononostante, rispetto al 2012, se il consumo di alcol scende a nord e nelle isole, aumenta al sud. Lo rileva l'Istat che ha pubblicato il report "l'uso e l'abuso di alcol in Italia 2012-2013". Rispetto al 2012 si osserva nel nord-ovest una diminuzione di quasi tre punti percentuali nel consumo di alcol nell'anno, una riduzione pari a meno 1,5 punti percentuali nella quota di consumatori giornalieri in tutto il nord e di 2,2 punti nell'Italia insulare. Nell'Italia meridionale si registra, invece, un aumento di 1,7 punti nel consumo di alcol nell'anno. Considerando, inoltre, l'ampiezza demografica dei comuni, la quota di consumatori nell'anno è più elevata nei comuni con più di 50.000 abitanti (66,8%). Nei comuni fino a duemila abitanti è, invece, più alto il numero dei consumatori giornalieri (25,3%). Rispetto al 2012, si osserva una riduzione significativa della quota di consumatori nell'anno nei comuni centro dell'area metropolitana (-4,5 punti percentuali) e della quota di consumatori giornalieri nei comuni da 2.001 a 10.000 abitanti (-1,9 punti percentuali). Fonte: Avvenire.it
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