Baby squillo a 15 anni: "Altro che paghetta, avevo la fila di clienti"

Ha dichiarato di averlo fatto come atto di ribellione, ma anche e forse soprattutto per racimolare soldi, perché la "paghetta" che mamma e papà le davano di settimana in settimana non bastava a soddisfare tutti quanti gli sfizi da adolescente.

Stefania, il nome è di fantasia, la ragazzina di quindici anni finita nella rete del cinquantacinquenne Glauco Giudotti, il falso manager di modelle residente a Capena e arrestato per sfruttamento della prostituzione minorile, è stata sentita dagli inquirenti in sede di incidente probatorio e ha raccontato la sua storia. Come è entrata a far parte del giro e quanto abbia influito su di lei un'amica poco più grande che l'ha incoraggiata a trascurare i banchi di scuola per far parte dello squallido mondo del sesso a pagamento.

L'INIZIO «È stata una compagna di scuola a mettermi in contatto con Giudotti», ha dichiarato Stefania. Si tratta di Paola S., 21 anni, pluribocciata al liceo e, ora, agli arresti domiciliari per induzione alla prostituzione minorile. Secondo il pm Antonio Calaresu, titolare del fascicolo, la ragazza avrebbe fatto da tramite tra la minorenne e il falso manager, introducendo la giovanissima Stefania nel giro di squillo. Paola lavorava da tempo con Guidotti, che sul web si spacciava per talent scout di modelle e in una serie di annunci prometteva a ragazze appena maggiorenni la possibilità di sfondare nel mondo dello spettacolo. In realtà, era soltanto uno sfruttatore. Paola, però, gli aveva creduto: lo aveva contattato e aveva cominciato a collaborare con lui. All'inizio, le richieste di Guidotti non andavano oltre qualche foto osè, ma con il passare del tempo la ventunenne era stata convinta a uscire con una sfilza di clienti, e a vendere il corpo in cambio di soldi. Paola, che frequentava l'ultimo anno in un liceo romano, tra i corridoi di scuola aveva conosciuto Stefania, che era iscritta in prima superiore. Non erano amiche intime, ma si frequentavano spesso. La quindicenne, forse, osservava con invidia la compagna, che sembrava potersi permettere qualsiasi capriccio: vestiti firmati, borse all'ultimo grido, serate in discoteca. Incuriosita, la ragazzina aveva quindi chiesto a Paola da dove arrivassero tutti quei soldi e lei le aveva raccontato del manager di Capena e di quel modo facile per diventare più ricca. A quanto sembra, Stefania le avrebbe chiesto di entrare nel giro.

GLI INCONTRI Il primo contatto tra la quindicenne e Guidotti sarebbe avvenuto nel settembre dello scorso anno. Era lui a procacciare i clienti: «Organizzava quattro o cinque appuntamenti alla settimana. Mi accompagnava ogni volta», avrebbe dichiarato la ragazzina agli inquirenti. Mentre Stefania si vendeva, Guidotti attendeva in macchina, poi si faceva consegnare una piccola parte dell'incasso. Per ogni incontro, Stefania sarebbe stata pagata circa 200 euro. Ora, gli investigatori puntano a scoprire chi fossero i clienti della minorenne. Per il momento, sarebbero state già state individuate almeno venti persone. Fonte Leggo

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