Stuprarono una ragazza: niente carcere per il branco

Violentarono una coetanea in gruppo, senza pietà, come si addice tragicamente al branco. Processati, hanno patteggiato una pena di 18 mesi, da scontare però sotto forma di volontariato. Niente carcere, o rioformatorio. Gli allora 17enni pagheranno il debito con la società e la giustizia con un anno e mezzo di lavori di pubblica utilità, come ha deciso il Tribunale dei minori Vicenza, accettando l'accordo tra Procura e i difensori dei ragazzi.
Forse assisteranno gli anziani di una casa riposo o i pazienti di qualche ospedale della zona, sottolinea l'edizione online de il Giornale. Se vorranno, potranno dare una mano in qualche comunità o accompagnare i disabili. Di sicuro, non faranno neppure un giorno di carcere.

Una sera d'estate di cinque anni fa abusarono di una compagna di scuola, con la mente annebbiata da numerosi drink. Al padre che ignaro era andata a riprenderla prima che scoccasse la mezzanotte la ragazzina non aveva avuto il coraggio di dire nulla. Poi, vinta la vergogna, l'amara confessione, le medicazioni in ospedale, la denuncia in questura.

E le indagini, l'identificazione dei tre, la denuncia a piede libero con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Le testimonianze raccolte avevano trovato conferma davanti al magistrato, nell'incidente probatorio durante il quale la fanciulla, riavvolgendo il nastro dei ricordi, aveva raccontato tra le lacrime fin nei dettagli più crudi il susseguirsi degli eventi d'una serata da incubo.

Ma per conoscere il finale della storia non è stato neppure necessario attendere la sentenza. Ci si è fermati prima, con un patteggiamento che consentirà al trio, se non ci saranno altri reati, di sentir dichiarare estinta la pena e lasciarsi tutto alle spalle, come se nulla fosse mai successo. Fonte TgCom

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