Mez, Pg: in caso di condanna arrestare Amanda e Raffaele

Il procuratore generale della Toscana, Alessandro Crini, ha chiesto alla Corte d'appello di Firenze "l'applicazione di una misura cautelare" nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito in caso di condanna per l'omicidio di Meredith Kercher per "assicurare l'esecuzione della sentenza una volta definitiva". Crini ha giustificato la sua richiesta ricordando che la Knox vive negli Stati Uniti e che Sollecito ha compiuto diversi viaggi all'estero. Dal divieto d'espatrio all'arresto - Va dal divieto d'espatrio, con il ritiro del passaporto, all'arresto il ventaglio delle misure cautelari che la Corte d'assise d'appello di Firenze potrebbe stabilire in caso di condanna di Raffaele Sollecito, sulla base della richiesta formulata dal pg Crini. "Ho chiesto - ha spiegato il pg in una pausa dell'udienza - che la misura sia idonea ad assicurare l'esecuzione dell'eventuale condanna. La forma la sceglierà la Corte, potrebbe anche essere un semplice divieto d'espatrio". A chi gli chiedeva di una eventuale richiesta di arresto, Crini ha risposto: "Avrei potuto, ma ricordiamoci che dopo l'appello ci sarà il vaglio successivo della Cassazione". "Nessun gioco erotico ma lite per pulizie" - "Di questo ipotetico gioco erotico non trovo tracce né sintomi", ha poi spiegato Crini. L'ipotesi che il movente fosse stato un gioco erotico finito male era stata formulata dai magistrati di Perugia. Secondo Crini, invece, il movente sono "le tensioni e i contrasti fra Amanda Knox e Meredith legati alla pulizia della casa" che quella sera vennero alimentati dal comportamento di Rudy Guede. L'ivoriano andò in bagno senza poi tirare lo sciacquone, facendo arrabbiare Meredith. A quel punto "si innesca un meccanismo di conflittualità - ha aggiunto Crini - che poi ha dato luogo a quel montante rapido che ha scatenato la reazione di gruppo. Guede alimenta la polemica e poi continua con l'approccio" violento a Meredith, "la Knox, che è l'interlocutrice diretta di Meredith" sta dalla parte di Guede, "e Sollecito è in posizione di necessario e naturale sostegno ad Amanda". Non bisogna dimenticare, ha poi spiegato Crini, "che gli imputati hanno ammesso l'uso di droghe leggere". "E' una ricostruzione - ha concluso Crini - che si può irridere ma che appartiene in pieno all'altamente plausibile".Fonte: TgCom
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