Avvocati: gli stereotipi legali più comuni

Quali sono gli stereotipi più comuni sugli avvocati, gli uomini della professione legale? In effetti ne esistono molteplici - merito anche di una certa letteratura e di certa fiction- : troppo competitivi, inducono facilmente allo sbadiglio (ergo, sono noiosi), hanno tendenze snob e non hanno vita sociale. Questo vuol dire che per essere un avvocato si deve lavorare all'infinito, essere soporiferi, anelare di vedere il sole, sbavare alla prospettiva del denaro? Qui ci sono alcuni luoghi comuni che circondano il vostro futuro legale, ma che spero saranno scardinati in un piccolo gioco che potremmo chiamare "aspettativa vs realtà".

Lavorerò h24
Avete mai visto una commedia romantica? Di solito c'è un attraente avvocato che lavora tutto il giorno, non indossa altro che abiti scuri (ovviamente giacca e cravatta), non lascia spazio alle relazioni sociali, perché è un tipo "serio e rispettabile" e che praticamente vive nel proprio anonimo ufficio. Ovviamente, un cliché. Una laurea in legge consente oggi una notevole flessibilità e una pletora di opportunità di lavoro diversificate. Volendo, anche creative.

Alcune aziende adottano orari di lavoro particolarmente flessibili ed elastici per consentire la massima produttività, il lavoro internazionale può permettere di viaggiare e avere contatti umani, senza limitarsi alle quattro mura claustrofobiche di un ufficio di periferia, mentre l'attività della consulenza legale permette di massimizzare le diverse opportunità che possono presentarsi. Non dimentichiamoci delle opportunità di lavoro per laureati in giurisprudenza in-house, nell'editoria giuridica, nel settore non-profit e molto altro. L'idea che gli avvocati siano destinati a rimanere incatenati alle loro scrivanie per tutta la vita, è facilmente confutabile!

Sarò noioso
Giurisprudenza è l'università delle persone serie (o seriose) e noiose? Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Gandhi, Nelson Mandela e Fidel Castro, cominciarono tutti la loro vita politica da studenti di giurisprudenza.
Certo, non possiamo essere o ambire a diventare tutti leader di una rivoluzione di massa o attivisti politici, ma un esercito di comici, autori, modelli, sportivi e politici è una prova sufficiente che è possibile gestire un sano equilibrio tra lo studio del diritto e la pratica di altre attività. Molti laureati in giurisprudenza sono riusciti a trasformare il loro amore per la legge in una carriera di successo nei media, nella politica, e altrove.

E cosa rispondere a chi crede che un avvocato sia fondamentalmente un noioso, un personaggio soporifero e pesante da sopportare? Aiutare le persone innocenti, scongiurare esiti potenzialmente terribili, gestire complesse dinamiche per conto di grandi aziende, sviscerare verità inconfessabili, è, al contrario, dannatamente cool.

Sarò uno snob
Avete presente il personaggio di Miranda di Sex And The City, l'avvocato di fama che sfoggia look impeccabili e scarpe firmate? O il potente e squilibrato Harvey Dent (Due Facce) della serie Batman, giovane e brillante avvocato, carismatico e dall'ego sconfinato, che all'apice della carriera diventa procuratore distrettuale di Gotham City?

Troppo spesso vi è l'aspettativa che una laurea in legge si traduca, automaticamente, in un conto a molti zeri e l'idea che questo denaro possa trasformare uomini e donne, anche di umili origini, in animali affamati di potere e successo. Falso. Ci sono anche molti laureati in giurisprudenza che lavorano volontariamente, magari in nazioni lacerate dalla guerra - o che, comunque, perseguono ideali e valori ben diversi - e lo fanno per la pura e semplice soddisfazione di aiutare gli altri. Per molti avvocati che lavorano in imprese e studi, il lavoro pro bono è infatti una parte importante della pratica!

Fonte:www.StudioCataldi.it

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