Uccise la figlia a bastonate, esce in permesso premio

Natale fuori dal carcere in permesso premio dopo vent'anni di reclusione. Rosalia Quartararo, la donna oggi sessantenne che per gelosia uccise a bastonate la figlia diciottenne nel '93, ieri ha lasciato il carcere di Bollate e ha trascorso il 25 dicembre in un'associazione di volontariato, dove ha potuto pranzare con una delle sue altre due figlie. Allo scadere del permesso premio di 12 ore, la donna è regolarmente rientrata in carcere.
La donna uccise la figlia, Maria Concetta Romano, perché aveva una relazione con Rosario, un guardacaccia molto più anziano di lei di cui si era invaghita anche la madre. Dopo l'omicidio a a Pozzuolo Martesana (Milano), che ebbe notevole risalto mediatico, fu il convivente della donna ad aiutarla nel nascondere il corpo della ragazza uccisa.

Rosalia Quartararo, spiega il suo difensore, Gianluca Arrighi, è rimasta ininterrottamente in carcere, tra Milano e Roma, fino al giorno di Natale quando il magistrato di sorveglianza di Milano le ha concesso un permesso premio. "Il presupposto essenziale per la concessione del beneficio è quello di aver manifestato durante la detenzione un costante senso di responsabilità e correttezza - ha commentato Arrighi -. Il magistrato di sorveglianza, nella decisione sulla concessione dei permessi premio, deve valutare, dopo aver sentito il direttore dell'istituto, se il condannato sia o meno socialmente pericoloso".

"Certo - aggiunge l'avvocato - la legge umana, come tutte le cose dell'uomo, è fallibile e possono verificarsi degli errori. Ma questo non deve mettere in discussione nel modo più assoluto l'utilità dei permessi premio, che rimangono uno strumento fondamentale nel percorso di risocializzazione imposto dalla nostra Costituzione per ogni detenuto". Fonte TgCom

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