Napoli. Ucciso da una pallottola vagante a Capodanno, accusati padre e figlio

Un «caso da scuola» intricato come quelli di un episodio del serial televisivo CSI. Dopo tre anni di indagini la Polizia Scientifica di Napoli ha individuato e fatto rinviare a giudizio due persone responsabili, per l'accusa, di aver sparato ed ucciso a Crispano (Napoli), nella notte del 31 dicembre 2010, Carmine Cannillo, colpito da una pallottola vagante mentre festeggiava a casa di amici l'arrivo del nuovo anno.

Quella notte, secondo la ricostruzione balistica della Scientifica, Cannillo fu raggiunto al torace da un proiettile sparato da quasi 400 metri di distanza, addirittura dal territorio di un comune diverso, dall'appartamento di un pensionato. Da un balcone al quarto piano partì il colpo di una Magnum 357 a canna lunga, regolarmente registrata, che raggiunse e uccise Cannillo trafiggendogli l'aorta.

Ad accusare i due, padre e figlio, anche il ferimento, ad una distanza ancora maggiore, di un'altra persona, sempre nella notte di San Silvestro, raggiunta alla gamba da un proiettile sparato da un altro tipo di pistola, una Beretta 9x21, anche questa regolare e ritrovata dalla squadra mobile durante la perquisizione disposta dal pm nell'appartamento del pensionato.

Per risalire al punto di partenza dei colpi gli agenti della Scientifica hanno utilizzato tutti i mezzi a loro disposizione: foto aeree, parametri metrici, laser, esami autoptici, indagini balistiche, giorni di sopralluoghi e ricostruzione della scena e ore di analisi di laboratorio fino ad individuare il punto di partenza degli spari.

La soluzione del caso, oltre a riproporre il rischio legato all'utilizzo di armi da fuoco nei festeggiamenti di Capodanno (numerose sono state negli anni a Napoli ed in provincia le vittime da proiettili vaganti) ha riportato in parte anche serenità nel quartiere, dove si era creato un clima di caccia alle streghe contro chi, compresi gli esponenti delle forze dell'ordine residenti nel rione, possedeva armi.

Il processo inizierà a marzo del prossimo anno. I due rinviati a giudizio al momento dei festeggiamenti di fine anno erano in casa con molti ospiti, quindi al centro del dibattimento ci sarà proprio la questione di chi abbia effettivamente esploso i colpi: l'accusa ritiene di avere sufficienti elementi contro padre e figlio, la difesa ribatterà con tesi diverse. Fonte Il Mattino

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