Yara Gambirasio: Il DNA basterà a catturare il Killer?

Ora siamo sicuri: il Dna che abbiamo trovato sul corpo della piccola Yara Gambirasio è del figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999. Ignoto 1 non è più ignoto”. Così dicono oggi gli scienziati che lavorano a Milano con Tanatomopatologa Cristina Cattaneo. Sono loro che hanno avuto il compito, infatti, di analizzare una tibia del povero defunto, riesumato apposta dal camposanto di Gorno, Bergamo, il 7 marzo scorso. Gli scienziati delFuniversità Tor Vergata di Roma avevano già fatto lo stesso lavoro ma su di un francobollo di una cartolina spedita dalFuomo prima di morire. E già quegli esami avevano trovato una compatibilità altissima tra la saliva di Guerinoni e la traccia biologica trovata sui leggings e sugli slip della ragazzina. Anche allora era stato detto che sì, chi ha ucciso Yara è un figlio naturale del signor Giuseppe Guerinoni. Insomma, quella di oggi è solo una conferma. Che serve però a giustificare l’immane lavoro di questi anni della procura di Bergamo, che ha preso il Dna di 18mila persone per scovare quest’uomo, finora inutilmente. Perché nonostante si sappia con certezza che è il figlio di Guerinoni, Ignoto 1 resta comunque ancora senza un nome e senza un volto. Sul fatto che Guerinoni avesse un figlio illegittimo invece non ci sono più dubbi: lo hanno confermato anche gli amici deiruomo. Uno in particolare ha ricordato che Giuseppe Guerinoni, gli disse di aver “inguaiato” una ragazza che abitava a Rovetta, un paesino vicino a Gorno, nel 1962 o nel 1963. Ma che fine abbia fatto questa ragazza non si sa. Gli inquirenti immaginano che abbia dato in adozione il figlio, perché negli anni ’60 non era facile essere una ragazza madre. Lo hanno cercato in vari orfanotrofi, ma dopo tutti questi anni i registri non ci sono più, e la signora amante di Guerinoni proprio non si trova da nessuna parte. Ora la si cercherà pure tra le bergamasche che in quegli anni frequentavano le Terme di Salice, a Pavia, perché pare che Guerinoni fosse solito soggiornare lì, da solo, quindici giorni all’anno. Il figlio di Guerinoni, insomma, sembra un ago in un pagliaio. Nonostante ci sia una traccia di Dna, si è ancora al punto di partenza: del killer di Yara se ne sa come tre anni fa, quando la piccola venne uccisa. UNA TRACCIA LABILE Ma perché il figlio illegittimo di Guerinoni dovrebbe poi essere proprio l’assassino di Yara? La traccia sul corpo della ragazzina era così chiara? Come ha spiegato nel numero 29 di “Giallo” la bioioga e specialista in genetica medica Marina Baldi, in realtà nulla è così certo come dicono. Nessuno può dire con sicurezza che la traccia biologica analizzata sia di chi ha preso Yara, le ha dato un colpo alla mandibola e alla testa e se le portata via per sempre. «Lanalisi del Dna», spiega la genetista Baldi, «ha un grosso limite quando si parla di indagini forensi. Anche se il profilo è chiaro e il materiale è concentrato – cosa che in questo caso non è – non avremo mai modo di stabilire quando quel reperto è stato lasciato. Il Dna di Ignoto 1, infatti, è stato trovato sugli indumenti della ragazzina dopo tre mesi che la piccola era distesa, morta in un campo incolto. Era inverno: Yara è stata infatti ritrovata il 26 febbraio del 2011». Il Dna, dunque, era annacquato da mesi di piogge e neve, ed era compromesso da batteri di ogni genere. Continua la genetista Marina Baldi: «E impossibile dunque stabilire che quello di Ignoto 1 sia il Dna dell’assassino, o che invece non si sia trovato lì perché frutto della contaminazione da contatto degli indumenti con il terreno o con qualsiasi altra fonte di Dna. Non sappiamo se il corpo della piccola sia stato toccato, successivamente all’omicidio, da qualcuno che ha lasciato inconsapevolmente le sue tracce e poi non ha avuto il coraggio di denunciare il ritrovamento». Il Dna di Ignoto 1, tra l’altro, non è l’unico trovato sul corpo di Yara: perché ci si è concentrati solo su questo e non sugli altri Dna? Di chi sono gli altri? Non si è mai scoperto. Dice ancora la Baldi: «Se anche dovessero trovare a chi appartiene Ignoto 1, il lavoro dei consulenti sarà poi quello di dimostrare come e perché quel Dna sia finito su quei reperti. Un lavoro estremamente complicato ». Dal quale, comunque, siamo ancora infinitamente lontani. Fonte Menti informatiche

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