Universitari 'finti poveri' con Ferrari e megaville. "Sei su 10 mentono sul reddito"

Alloggi, assegni, sconti su trasporti e mense. Solo chi è o è stato studente fuori sede sa quanto possano valere queste agevolazioni.Misure limitate, pensate per sostenere negli studi i giovani con maggiori difficoltà economiche, che però non sempre andavano a finire a chi realmente ne aveva bisogno. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza che, grazie a un patto con la Regione Lazio e le tre università capitoline, ha smascherato i cosiddetti furbetti dell’ateneo.Diversi i casi eclatanti emersi: dalla studentessa col padre proprietario di una Ferrari e di case di lusso che dichiarava 19.000 euro di reddito annuo, a quella che che ne dichiarava 14 mila dimenticando di averne in banca ben 600 mila. Finti poveri, insomma, che però, a quanto pare, solo la punta dell’iceberg: nel 2013 ben il 62% degli studenti romani, a seguito di controlli mirati, avrebbe dichiarato in modo irregolare il proprio reddito.«Chi inganna la Regione su una borsa di studio ruba un diritto a chi ne ha titolo – ha detto il presidente della Regione Nicola Zingaretti -, lo nega a chi invece ce l’ha. Si parla di borse di studio che non dovevano essere percepite o addirittura alloggi che vengono sottratti a chi quel diritto ce l’ha. Questo è un fatto gravissimo».E il generale Ivano Maccani, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma, ha sottolineato: «In questo periodo di crisi si moltiplicano i tentativi di godere illecitamente di sovvenzioni. Da qui, questo Patto anti-furbetti che ha come obiettivo quello di snidare i falsi poveri che cercano di scavalcare i veri poveri».Nelle università romane arriveranno a breve i camper della legalità, dove gli studenti potranno denunciare agli ispettori Gdf gli affitti in nero e, con l'aiuto di funzionari dell'Agenzia delle Entrate, stipulare contratti regolari. Il contratto ex lege, ha spiegato Maccani, può essere anche del 60% più basso di quello in nero. Fonte Leggo

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