Truffa del falso Quizzone, sei arresti. Vittime derubate dalla speranza di vincere

Giocare con la buona fede dei partecipanti e truffarli facendo credere loro di partecipare ad un quiz televisivo.Il raggiro è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Torino che questa mattina ha eseguito in Piemonte e Lombardia sei arresti su ordinanze di custodia cautelare, di cui cinque in carcere ed una degli arresti domiciliari, emesse dal gip di Torino Cristiano Trevisan, su richiesta del pm Alberto Benso. Nei confronti di un altro soggetto sono in corso attività di ricerca per il suo arresto.I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffa, bancarotta, emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. L'indagine, condotta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Orbassano e della sezione di polizia giudiziaria del Nucleo Polizia Tributaria Torino, ha riguardato la società C.S.C. (Credits Security Consultants) S.r.l., con sede legale a Napoli, ma di fatto operante a Torino, quale «call center». Secondo le indagini la C.S.C. aveva promosso, tramite emittenti televisive private risultate del tutto estranee ai fatti, un concorso a premi, denominato «QUIZZONE», nel quale i partecipanti erano invitati a chiamare telefonicamente un numero «899», che, a loro insaputa, prevedeva una tariffazione pari a 15 euro al minuto.I concorrenti venivano quindi lasciati in attesa per un certo tempo e, infine, le chiamate venivano interrotte. In questo modo, la C.S.C. è riuscita ad incamerare, nell'arco di un triennio, quasi 9 milioni di euro. I proventi illeciti sono stati successivamente fatti transitare nei conti personali degli indagati o sono stati trasferiti all'estero attraverso società italiane e non.CASI DI USURA Sono emersi anche episodi di usura ed estorsione durante le indagini della Guardia di Finanza di Torino sulla truffa del Quizzone che oggi ha portato all'arresto di sei persone. Secondo quanto accertato dagli investigatori uno degli arrestati, Maurizio Dessì, avrebbe prestato a conoscenti somme di denaro con tassi d'interesse pari al 70% all'anno, non esitando a ricorrere alle minacce per pretenderne la restituzione.I COLPEVOLI In carcere sono finiti Maurizio Dessì, 39 anni, Costantin Parata, 42 anni, Francesco Maria Rossi, 47 anni, Alessandro Cerruti, commercialista di 44, e Paolo Pelaggi , 39 anni già detenuto a Pavia. Inoltre, sono stati concessi gli arresti domiciliari a Giuseppe Cerruti Giuseppe, 73 anni commercialistra padre di uno degli arrestati. Per gli investigatori è stato fondamentale il ruolo dei due commercialisti che avrebbero ideato una rete di società svizzere e polacche, le quali, attraverso un sistema di false fatturazioni, avrebbero consentito alla C.S.C. di documentare costi fittizi idonei a giustificare il trasferimento dei proventi illeciti all'estero e, in particolare, in Svizzera e nella Repubblica di San Marino.I flussi finanziari intersocietari utilizzati per trasferire il denaro all'estero sono stati ricostruiti anche grazie a rogatorie internazionali e hanno consentito di accertare che le società straniere erano, a tutti gli effetti, prive di qualsiasi struttura, in altri termini mere «cartiere» finalizzate a fatturare nei confronti di C.S.C. cessioni di beni o prestazioni di servizi in realtà mai avvenute. Parte dei proventi illecitamente ottenuti attraverso le truffe secondo gli inquirenti veniva investito dagli indagati per l'acquisto di società dei settori della ristorazione e dello stampaggio di lamiere, le quali venivano progressivamente svuotate e pilotate verso il fallimento, determinandone dolosamente lo stato d'insolvenza. Fonte Leggo

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