Napoli, studentessa vende foto hard su Facebook: «C'è la crisi, voglio uno scooter nuovo»

Quando i soldi non ci sono, trovare lavoro è difficile e non si vuole rinunciare a vizi e piccoli lussi, la soluzione e nella mercificazione del prorpio corpo.Sembra essere questo il pensiero comune di molte adolescenti e giovani donne. Dopo le baby squillo viene fuori da Facebook un altro caso di una ragazza disposta a vendere il proprio corpo, ma solo in foto, per trarne guadagno.Accade all'Università di Napoli, dove ieri tra annunci di affitti e ripetizioni affissi nelle bacheche, sono comparse numerose locandine dal contenuto poco equivocabile. Un decoltè in bella evidenza e un messaggio chiaro: «In attesa del 110, giovane laureanda invia le proprie foto». La segnalazione è arrivata alla Redazione di Skuola.net da un genitore di una studentessa, che si interroga: «Le sembra possibile che ci siano annunci del genere in quella che dovrebbe essere la casa della cultura? Per i ragazzi tutto questo sembra essere una cosa normale, saro' mica io l'unico a stupirsi». Si tratta di una provocazione? Skuola.net ha approfondito la questione intervistando la diretta interessata, che ha anche creato una fan page su Facebook per l'occasione. Contattando Mary in attesa di 110 e' possibile infatti parlare direttamente con la studentessa e concordare le condizioni di pagamento della "merce" (https://www.facebook.com/Maryinattesadi110). Non si tratta di uno scherzo, Mary mette a disposizione immagini del suo corpo dietro pagamento di compenso. A precisa domanda infatti confessa che «Non era uno scherzo. Mi piace fare foto e voglio divertirmi cosi'. Anche se scritto in maniera sintetica credo che sia molto chiaro il messaggio».Quello che colpisce maggiormente di questa storia è la motivazione. Infatti a indurre a una raccolta fondi così originale non e' una situazione di povertà, quanto la mancanza di un mezzo di trasporto personale: «Il mio scooter è rotto... me ne serve uno nuovo". Insomma la ricerca di un bene non classificabile sicuramente come di prima necessita'. Ma anche una certa sfiducia rispetto alle possibilità per un giovane di trovare un lavoro normale: «In attesa della laurea e di un futuro lavorativo, che vedo davvero difficile, mi diverto così... e magari riuscirò anche ad avere un nuovo scooter». Sicuramente a Mary non manca la creatività. Questa sì speriamo che venga apprezzata da un mondo del lavoro sempre più chiuso nei confronti delle nuove generazioni.Ad apprezzare l'idea sono stati soprattutto i coetanei: «Sto ricevendo troppi messaggi, alcune foto le ho già mandate». Ragazzi che guardano bene dal farsi identificare: la pagina Facebook conta infatti solo pochi Mi piace: chi acquista le foto vuole rimanere anonimo, quindi il contatto avviene tramite messaggistica privata. Fonte Il Mattino

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