Napoli choc: Uomini, sesso a pagamento con uomini per cinque euro

Sono tutti giovani. Hanno dai diciotto ai venticinque anni. Gran parte di loro proviene dalle nazioni dell'Est Europa. Ma fra loro c'è pure qualche nordafricano e anche qualche italiano.Di giorno dividono i bui parcheggi del centro Direzionale di Napoli con auto in sosta, cani randagi e rifiuti di ogni sorta. Di sera si ritrovano sui marciapiedi del corso Meridionale. E qui restano fino a oltre la mezzanotte, in attesa di vendere l'unica cosa che posseggono: il proprio corpo. Sono i prostituti di Napoli, ragazzi quasi tutti eterosessuali che si vendono a clienti di sesso maschile.Nessuna tratta, né sfruttamento, come avviene per le ragazze e alcuni casi per i trans che si prostituiscono. La loro è una scelta, figlia della disperazione e dalla espulsione economica ma anche sociale subita da un territorio incapace di offrire valide alternative a chi non ha prospettive, né riferimenti.Ed è un fenomeno dalle grosse proporzioni, considerando che i prostituti del Centro direzionale formano un gruppo di non meno di trenta elementi. Peraltro, si tratta di una prostituzione particolarmente misera. Le prestazioni sessuali vengono pagate appena cinque, dieci euro l'una. Il costo raddoppia – come confida qualcuno di loro – se si accetta di consumare il rapporto senza l'utilizzo dei profilattici. Adam, il protagonista del video, nome di fantasia, storia drammaticamente vera, ha appena ventidue anni. E' arrivato in Italia come tanti altri immigrati quando ne aveva appena 16. I genitori e i fratelli sono rimasti in Romania.Si ritrovò ben presto in una stamberga di Mondragone, insieme ad almeno altri venti connazionali. Qui la mattina alle 6 passava un furgone che li caricava tutti per condurli nelle campagne a raccogliere ortaggi. La paga era misera, appena quindici euro per dieci ore di lavoro. Peraltro, non era neanche garantito tutti i giorni che venisse pagato. Decise di spostarsi a Napoli, e trovò lavoro in un negozio di frutta. Dopo qualche mese, il suo principale decise di licenziarlo e lui si trovò letteralmente per strada, senza alcun punto di riferimento. Finì col dormire insieme ai barboni della Stazione Centrale. Poi un connazionale gli raccontò della possibilità di guadagnare qualche spiccio prostituendosi.“Qui a Napoli – gli spiegò il suo amico – ci sono tanti uomini disposti a pagare per avere rapporti sessuali con noi”. Il passo dai binari morti della ferrovia ai garage del centro Direzionale fu breve. Adam da a due anni di giorno vive in un cartone in un tunnel della City di Napoli; di sera sbuca fuori dai cunicoli del Centro Direzionale per soddisfare i libidinosi desideri di clienti sempre più esigenti. Sull'avambraccio destro ha tatuato il nome della sua fidanzata. È una ragazza napoletana con cui vorrebbe vivere e formare famiglia. Ma il suo presente in Italia è tutt'altro. Le sue prospettive, poi, sono particolarmente incerte e oggettivamente fosche. Le speranze, invece, sono quelle di riuscire a resistere un nuovo inverno nel tunnel del Centro Direzionale. Fonte Il Mattino

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