Mez, pg: "Amanda e Raffaele sul luogo del delitto"

L'analisi del racconto di Raffaele Sollecito "costituisce un primo elemento per caratterizzare la cosiddetta falsità dell'alibi". Lo ha detto il pg Alessandro Crini durante la requisitoria all'appello bis del processo per l'omicidio di Meredith Kercher a Firenze. Sollecito disse che la sera in cui venne uccisa la studentessa inglese, compagna di stanza di Amanda Knox, era in casa davanti al computer. L'ingegnere pugliese: "Accuse approssimative".Il pg ha citato il racconto fatto da Sollecito agli investigatori: l'ex studente pugliese disse che la sera in cui fu uccisa Meredith Kercher stava "interagendo con il pc". Crini ha quindi sottolineato come in un primo momento Sollecito abbia parlato al singolare, non menzionando quindi la presenza di Amanda Knox, e come comunque "questo elemento trova riscontri negativi e questo dato conferisce dignità al ragionamento sulla possibile falsità dell'alibi". Pg: "Amanda e Raffele sul luogo del delitto" - Per il pg infatti, gli accertamenti dei consulenti mostrerebbero come non sia dimostrato che Sollecito fosse davanti al pc. La presenza della Knox è difficilmente sganciabile dalla presenza di Sollecito sul luogo del delitto, ha poi spiegato il pg. "Amanda disse alla madre che Patrick Lumumba non c'era - ha ricordato - . Cosa ti dà questa certezza se non il fatto di essere stata presente?". "Amanda raccontò di una violenza vista" - Nella calunnia a Patrick Lumumba, Knox inserì "l'urlo e la violenza", "elementi di verità: da dove derivano questi dati se non dall'essersi confrontata direttamente con questa vicenda?". "La componente onirica appare un po' barocca - ha aggiunto - un po' una giustificazione per dare un senso ad affermazioni che invece hanno un significato primario dal punto di vista dell'indizio. Io attribuisco alla calunnia a Lumumba un rilievo primarie - ha concluso - non me la sento di dire che fu una cosa giovanile". "Sentenza Guede non è centratissima" - La condanna di Rudy Guede a 16 anni di carcere, inflitta con rito abbreviato, "non mi è sembrata centratissima", ha poi ricordato Crini, facendo capire di ritenere la pena bassa. Secondo il pg, "il finto furto fu un depistaggio: non puoi far sparire il cadavere e quindi cerchi di confondere le acque". "Cassazione ha raso al suolo la sentenza di appello" - Per il pg, la sentenza di appello con cui la Corte d'assise di Perugia ha assolto Knox e Sollecito è stata "rasa al suolo" dalla Cassazione. "La censura" della Cassazione, ha aggiunto Crini, "è spalmata su tutta la vicenda".Sollecito: "Accuse approssimative e incerte" - "Accuse approssimative e incerte". Così Raffaele Sollecito ha commentato le parole del pg Crini. La requisitoria è "stata un'arrampicata abile ma infruttuosa" specie per la "ricostruzione di un'attendibilità dei testimoni che non esiste", ha spiegato uno dei difensori di Raffaele Sollecito, l'avvocato Giulia Bongiorno. Per il legale, "più che una requisitoria, quella del pg è stata un'arringa di difesa di elementi di accusa ormai defunti". Fonte Tgcom

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