Carceri, l'Europa boccia il 41bis. Il regime è troppo duro

Nuova bacchettata di Strasburgo all'Italia per la questione carceri. Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, infatti, ha chiesto di rivedere alcune misure imposte ai detenuti in regime 41bis. L'Europa, si legge in un rapporto, è "molto preoccupata" per l'ulteriore inasprimento del 41bis (introdotto nel 2009). Tra le misure richieste dal comitato quella di raddoppiare da 2 a 4 ore il tempo fuori dalla cella.Da Cucchi a Gugliotta, critiche sulle indagini - Dal caso Cucchi a quello della Diaz di Genova e di Mario Gugliotta: il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa solleva una serie di dubbi su come le autorità italiane indagano sui casi di maltrattamento subiti da arrestati e detenuti per mano delle forze dell’ordine e delle guardie carcerarie. E in un rapporto reso noto oggi punta l’indice anche verso il fatto che "poche indagini si concludono con una condanna"."Sovraffollamento è inaccettabile" - Lo Stato italiano deve assicurare che i detenuti abbiano almeno quattro metri quadrati a testa nelle celle che condividono, e che in quelle di meno di 8 metri quadri ci sia un solo detenuto. Nel computo dei metri quadri non deve essere calcolato lo spazio occupato dai sanitari. Lo chiede il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa che durante la sua visita in Italia nel maggio 2012 ha trovato condizioni di sovraffollamento "inaccettabili" come quella del carcere di Bari dove 11 detenuti erano in una cella di 19,60 metri quadri. Stranieri matrattati a Milano - Calci, pugni, manganellate contro stranieri arrestati da carabinieri e polizia, soprattutto nell'area di Milano. A denunciarlo è il Comitato per la prevenzione della tortura. Nel documento si sottolinea che "nonostante la maggior parte dei detenuti incontrati affermi di essere stata trattata correttamente dalle forze dell'ordine" non mancano "un certo numero di denuncie di maltrattamenti subiti da parte di polizia e carabinieri". Fonte Tgcom

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