Cyberstalking, rete e molestie

Una ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia mette sotto la lente di ingrandimento un nuovo preoccupante fenomeno: Il cyberstalking, ovvero le molestie attuate o subite attraverso internet, email, GPS, software intrusivi o qualsiasi altro mezzo elettronico.Lo studio è stato presentato il 18 ottobre alla presenza di Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza nel corso del convegno “Stalking, Cyberspace & Young People – SCY” (Molestie, ciberspazio e popolazione giovanile).La ricerca è stata condotta attraverso un questionario sottoposto a 586 studenti tra i 13 e i 19 anni della provincia di Modena,oltre che a genitori ed insegnanti. E’ emerso che gli adolescenti da una parte utilizzino con frequenza quotidiana gli strumenti offerti dalla tecnologia, con circa un 66% che dispone di una connessione internet personale e un 90% iscritto ad almeno un social-network, dall’altra mostrino una scarsa consapevolezza dei rischi connessi a tale uso e grande incapacità di gestione delle situazioni in cui si verificano le molestie telematiche.Ma non è ancora allarme Cyberstalking.”Questo non significa che il fenomeno non sia rilevante" -spiega la criminologa Laura De Fazio, tra i curatori della ricerca che aggiunge un elemento di riflessione: "I genitori a fronte del tentativo di limitare le attività online dei propri figli sono spesso poco consapevoli dei reali rischi connessi all'uso della rete e gli insegnanti quando riconoscono la presenza del problema talvolta ritengono non sia di loro competenza". Fonte: Rai

2015 Psicogiuridico.it. Associazione Interdisciplinare di Psicologia e Diritto - C.F. 95131130635. E-mail: info@psicogiuridico.it - Tel: 081.553.91.78 - Fax: 081.011.16.07