Carceri, messaggio del Colle: ''Parlamento valuti indulto o amnistia''

"E' pronto un mio messaggio in Parlamento sulla situazione delle carceri, attendo per trasmetterlo un momento di maggiore serenità e attenzione politica perché mi auguro venga ascoltato e letto con tutto il necessario sforzo e coraggio". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso dal carcere di Poggioreale a Napoli. "Abbiamo un obbligo giuridico, europeo e nazionale, sapete che c'è una sentenza della Corte di Strasburgo che ci impone di dare una soluzione al sovraffollamento delle carceri", ha aggiunto il capo dello Stato. Nel messaggio "pongo al Parlamento l'interrogativo se esso non possa prendere in considerazione un provvedimento di clemenza, indulto o amnistia", ha detto il presidente della Repubblica. "Abbiamo bisogno di una giustizia, anche severa, per reprimere la violazione dei reati e per creare condizioni migliori perché ci sia un decremento di episodi di criminalità - ha detto -. Questa è giustizia, non è giustizia invece essere costretti a scontare la pena nel modo in cui molti di voi sono costretti". La frase di Napolitano è stata accolta da uno scrosciante applauso dai detenuti riuniti nella cappella della casa circondariale. "Non è giustizia e non è nella Costituzione - ha aggiunto il capo dello Stato - abbiamo il dovere di cambiare questo stato di cose". Commentando le parole del presidente della Repubblica Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha dichiarato: "Non crediamo che l'amnistia, da sola, possa essere il provvedimento in grado di porre soluzione alle criticità del settore. Quel che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena". Il capogruppo uscente del M5S al Senato, Nicola Morra, ha detto all'Adnkronos: "Silvio c'entra qualcosa? Perché il Parlamento deve lavorare per gli italiani non per Berlusconi". "Di indulto o amnistia si potrà ragionare - ha aggiunto - sappiamo che c'è una grave questione di sovraffollamento carcerario. Occorrerà valutare con attenzione tutto, ma se dovesse esserci anche il minimo sospetto" su un qualche legame con le vicende giudiziarie del Cavaliere, "allora non ci siamo''. ''Di certo - ha osservato - è il caso di procrastinare la questione e affrontarla dopo che la Giunta per le elezioni e l'Aula del Senato si saranno pronunciate sulla decadenza di Berlusconi".Fonte: Adnkronos
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