Amanda Knox: "sono innocente, ma tornare in Italia mi fa paura"

Amanda Knox ha ribadito la sua innocenza, ma ha confermato che non tornera' in Italia per il nuovo processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher. Intervistata dalla Nbc, la giovane americana descritta tante volte come la 'dark lady' nell'inchiesta di Perugia sulla morte dell'universitaria britannica, ha ammesso che tutto e' tornato "in gioco" dopo che la Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione, schiudendo le porte al processo d'appello bis che si aprira' a Firenze il 30 settembre. Ma quando le e' stato chiesto se, non presentandosi al processo, di fatto non consegni un'ammissione di colpevolezza alla procura, la replica e' netta: "La considero piuttosto un'ammissione di innocenza". "Sono gia' stata in prigione da innocente in Italia e non sono in grado di conciliare la scelta di rientrare con quella esperienza. Davvero non posso riviverla", spiega Amanda, giustificando la sua scelta di non rientrare. "Ho pensato a come sarebbe trascorrere il resto dei miei giorni in prigione e perdere tutto, perdere quello per cui sono tornata e che ho ricostruito. Ci penso continuamente. Mi terrorizza. E' in gioco tutto". La giovane di Seattle fa presente che non c'era traccia della sua presenza nella stanza dove Meredith fu uccisa ("Non posso aver partecipato a quel crimine se non c'e' traccia di me") e comunque ribadisce la fiducia nel sistema giudiziario italiano che gia' una volta l'ha assolta: "Credo che chi davvero ha cura della giustizia e guarda (all'accaduto) senza pregiudizio arrivera' alla stessa conclusione". (AGI) .
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