Napoli, ancora sangue: ucciso con un colpo alla testa

Lo hanno freddato con alcuni colpi di pistola alla testa. Il corpo senza vita di Antonio Matuozzo, trentuno anni, è stato ritrovato ieri sera nel Rione Berlingieri, a Secondigliano, intorno alle 21.45, dopo una telefonata anonima al 112. Accanto al cadavere dell’uomo, nei giardinetti di via delle Dolomiti, c’era un motorino sul quale si presume stesse viaggiando. Suo fratello Carlo, 28 anni, è considerato dagli inquirenti vicino al clan della Vanella-Grassi. Nel pomeriggio, operazione «Alto impatto» a Scampia. Ma torna la paura della faida. Era pronto a tornare a Napoli, già due giorni fa aveva acquistato un biglietto aereo sotto falso nome, ma non immaginava di avere già da oltre una settimana alle costole i poliziotti della Questura di Napoli che lo braccavano ormai da mesi. Aveva trovato in Spagna, a Barcellona, il suo rifugio dorato Manuel Brunetti, pluripregiudicato napoletano che dopo aver mosso i primi passi di una carriera scellerata con il clan Contini era passato con i Ferrajuolo di Forcella, tentando più di recente di compiere addirittura il grande passo per «mettersi in proprio», formando cioè un autonomo gruppo criminale. «’O Chicco», come si faceva chiamare negli ambienti delinquenziali del centro storico cittadino, era sparito nel nulla il 15 luglio scorso: da quando cioè la Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli aveva emesso un mandato di cattura per la condanna a 16 anni di reclusione per il reato di omicidio, detenzione e porto abusivo di armi. Brunetti è ritenuto infatti l'esecutore materiale di un efferato omicidio datato gennaio 2009: quello in cui rimase ucciso Umberto Concilio, 28 anni, guardia particolare giurata. Un episodio gravissimo, ripreso peraltro dal sistema di videosorveglianza del Banco di Napoli di via dei Tribunali: immagini terribili, fotogrammi che dimostrarono la freddezza con la quale il killer, dopo aver tentato di derubare il vigilante della sua pistola di ordinanza, gli esplose contro numerosi colpi di pistola a bruciapelo alla testa e alle gambe. E veniamo a ieri. Le manette per Brunetti sono scattate alla porta degli Arrivi Internazionali dell'aeroporto di Fiumicino. Qui, ad attenderlo, c'erano gli agenti della sezione Omicidi della Squadra mobile di Napoli con i colleghi dello Sco (il Servizio centrale operativo) e della Polizia di frontiera. Il latitante è stato individuato, proveniente da Barcellona, su un aereo giunto ieri mattina alle 10 nello scalo romano, e subito arrestato al momento del suo sbarco, dopo aver tentato di eludere l’intervento di polizia, confondendosi tra i passeggeri. Viaggiava in compagnia della moglie e del figlio. Appena atterrato l'aereo, i primi a salire sul velivolo sono stati proprio i poliziotti in borghese. Dopo avere identificato Brunetti, senza dare nell'occhio, hanno aspettato che superasse il finger e lì gli hanno notificato l'ordine di custodia cautelare per la condanna a sedici anni. Al pregiudicato non è rimasto altro che porgere i polsi e lasciarsi ammanettare. Ma come si è giunti alla cattura di Brunetti? Non è ancora chiaro. La polizia ribadisce che sulle sue tracce si è giunti grazie a una brillante operazione di polizia giudiziaria, anche se non si può escludere che il latitante possa essere stato tradito da una telefonata intercettata con l'Italia mentre era ancora a Barcellona, se non addirittura da una «soffiata» giunta dagli ambienti criminali partenopei. Le indagini della polizia avrebbero consentito di accertare, nei mesi scorsi, la presenza in Spagna del giovane; e di acquisire la certezza di un suo imminente rientro in Italia, utilizzando false generalità e documenti contraffatti. Il 26 ottobre del 2009 Brunetti era riuscito a evadere dal carcere dei minori di Airola, dov'era detenuto proprio in conseguenza dell'arresto per l'omicidio della guardia giurata. Fonte: Il Mattino
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