Felicità? Essere single e vivere in affitto

La felicità può passare attraverso ricette strane. Ad esempio, i sigle sono spesso più felici degli accasati, mentre chi vive in affitto ha più probabilità di una vita lieta rispetto a chi abita sotto un tetto che gli appartiene. Anche i momenti di crisipossono costituire punti di svolta dai quali nascono anche grandi gioie. Vi sembra strano? In realtà, il vero must per essere felici sta nel non cedere alla tentazione di perseguire obiettivi imposti da altri. Lo raccomanda Sonja Lyubomirsky, psicologa alla University of California e considerata una vera "guru" in materia. In effetti è autrice di due libri di grande successo sull'argomento: il primo, uscito nel 2007 e intitolato "The how happiness", è diventato un best seller e il secondo, "The myths of happiness", promette di ottenere lo stesso consenso. La psicologa, considerata una vera esperta della scienza della felicità, ha dedicato decenni di studio per classificare cosa ci rende felici e che cosa, al contrario ci rattrista. La sua conclusione è che spesso ci poniamo obiettivi nei quali non ci riconosciamo pienamente, ma che ci vengono imposti dall'esterno e che generano false aspettative. Il lavoro della Lyubomirsky si fonda su una premessa: il livello "dato" di felicità che tocca a un determinato essere umano è influenzato al 50 per cento da fattori genetici, come dimostrano studi condotti su coppie di gemelli, il 10% dipende da circostanze e situazioni della vita, mentre il rimanente 40%  dipende da attività intenzionali del soggetto.  I due libri della psicologa contengono anche una vera classifica delle cose che occorre avere o fare per essere felici, e le caratteristiche che rendono davvero appagante la vita. Tra queste spicca il fatto che il matrimonio non sempre fa la felicità, e che una casa in affitto è meglio che una di proprietà: chi è padrone di casa infatti è meno soddisfatto ed è più spesso di cattivo umore rispetto a chi paga la locazione. Se i single, anche di ritorno, sono in media più felici degli accasati, bisogna però sottolineare che i figli fanno ancora la felicità: i genitori dichiarano infatti di essere più sereni rispetto a chi non ha prole.  E ancora: essere parsimoniosi è meglio che fare gli spendaccioni e anche i momenti di crisi possono in realtà trasformarsi in punti di svolta da cui dipende la felicità.   fonte tgcom

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