Cybercrimini. L’Italia ha due anni di tempo per adottare la nuova Legge europea

Il 22 luglio, a Bruxelles, il Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri, ha adottato definitivamente la direttiva che definisce ciò che costituisce reato in tema di cyber-sicurezza, stabilendone anche pene ed aggravanti. La plenaria del Parlamento Ue aveva già approvato la nuova Legge con 541 sì, 91 no e 9 astenuti, fissando non meno di due anni di carcere per i reati commessi con accesso illegale a sistemi informatici, per l’intercettazione illegale di dati e la diffusione di software maligni. Portando a minimo tre anni la pena per la creazione dei `botnet´ (Software maligni necessari a sferrare attacchi informatici – ndr) e ad almeno cinque anni di prigionia quella per gli attacchi ai sistemi informatici di strutture critiche e vitali, come centrali energetiche o reti governative. È prevista inoltre anche la responsabilità delle società che assumono o incaricano hacker per lo spionaggio industriale. La nuova Legge rafforza il coordinamento tra gli Stati membri e le Agenzie europee come Eurojust (Centro Europeo per la Criminalità Informatica di Europol – ndr) e Enisa (Agenzia Europea per la Sicurezza delle Reti e dell’Informazione – ndr). Con l’attuale Normativa, che entro due anni i singoli Paesi membri europei dovranno adeguare alle legislazioni nazionali, le Forze dell’Ordine italiane, e dei 28 Stati UE, hanno l’obbligo di intervento entro otto ore dalle richieste delle Agenzie europee. Il braccio ‘armato’, di PC, che lotta contro i cyber terroristi europei, è operativo dall’11 gennaio 2013, si chiama European Cybercrime Centre (EC3 – ndr): sede nei Paesi Bassi, stesso palazzo dell’Europol (Ufficio Europeo di Polizia – ndr); quasi 800 dipendenti; 145 ufficiali di collegamento dell’Europol; circa 100 analisti criminali; una stima di oltre 13.500 indagini ogni anno. ”Con l’adozione di questa Legge si rafforza la difesa UE”, dichiara la Commissaria Europea agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom. Secondo la Commissione, da lei presieduta, sarebbero circa 150mila i virus informatici in circolazione ogni giorno; circa 148mila i computer danneggiati quotidianamente nel mondo, per un danno complessivo che ammonterebbe a circa 290 miliardi di euro ogni anno, mentre i profitti dei crimini on-line sarebbero circa 750 miliardi annui. Fonte: Mxpress
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