Stalking condominiale: un fenomeno sociale in costante ascesa


Il termine stalking è oramai entrato nel linguaggio comune. Con tale parola vengono comunemente indicati tutti quegli definibili come "persecutori" posti in essere da vicini di casa, che si concretizzano dalle semplici molestie fino ad un profondo disegno persecutorio all’intera compagine condominiale. Per tali ragioni da circa un paio di anni la giurisprudenza penale, ha individuato una determina fattispecie di stalking definendola condominiale. Tale fattispecie si concretizza di solito con i seguenti comportamenti:
Immissioni sonore anche nelle ore notturne
Immissioni olfattive
Minacce ed insulti verbali ai propri vicini
Telefonate nelle ore notturne
Non vi è dubbio che tali comportamenti possano sfociare nel reato di stalking: infatti, non sono rare le situazioni in cui ad avere comportamenti molesti e assillanti sono proprio i vicini di casa.
Analizziamo brevemente i casi più eclatanti riportati non soltanto dai mass media ma che hanno anche avuto un esito giudiziale:
Una delle decisioni “più famose” è stata emessa dalla Cassazione che si è espressa specificamente sullo stalking in condominio, affermando peraltro che vi è stalking anche se gli atti persecutori si rivolgono a persone diverse (Cass. pen. Sez. V, 25/05/2011 n. 20895).
A seguire l’Ordinanza Tribunale di Milano (12019/12) ha stabilito che può essere allontanato da casa lo stalker che ha commesso atti persecutori, emulativi e vessatori ai danni dei condomini. Il Gip del tribunale di Milano ha disposto che la misura cautelare personale è l’unico strumento utile a far cessare lo stalking in quanto sussistono le esigenze cautelari, dal momento che senza l’ allontanamento la presunta stalker continuerebbe a terrorizzare i condomini.
Ancor più recentemente il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova, con ordinanza n. 1222/2013, accoglie la richiesta, avanzata dal Pubblico Ministero, di applicazione della misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, nei confronti del condomino indagato per il reato di cui all'articolo 612 bis cod. pen. Per tali motivazioni il G.I.P. del Tribunale di Padova ha disposto nei confronti dell'indagato l'applicazione della misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese e dai loro familiari, "prescrivendogli di mantenere una distanza di almeno 500 metri dai luoghi frequentati dai denuncianti e vietando al predetto di comunicare con qualsiasi mezzo, in particolare telefono, SMS o e-mail con le persone sopra indicate". Così disponendo, è stata applicata la misura cautelare di cui all'articolo 282 ter c.p.p.
Vi sono altri numerosi casi che non sono stati sottoposti alla attenzione de media ma che andrebbero ugualmente citati:
Rimini: un 62enne riminese, residente in un condominio è stato sottoposto ad una misura cautelare personale non detentiva, che gli impone il divieto di avvicinarsi alle abitazioni e ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone che hanno formalizzato querela nei suoi confronti, oltre al divieto di comunicare con loro. La vicenda ha avuto inizio nel mese di agosto 2011. Il pensionato si è reso protagonista di comportamenti molesti e persecutori nei confronti degli altri condomini. Batteva continuamente oggetti sui muri e sui pavimenti, producendo rumori molesti che disturbavano il riposo dei vicini; li perseguitava con telefonate, oppure con insistenti citofonate; non sono mancate neppure minacce e aggressioni verbali. I più spaventati sono risultati i minorenni residenti nella palazzina. Dopo più di un anno, le vittime del pensionato molesto hanno fatto fronte comune, presentando la denuncia ai Carabinieri di Rimini.
Padova: la polizia locale di Padova ha denunciato del reato un 49enne padovano, già noto ai Servizi sociali e psichiatrici. Da mesi era divenuto l'incubo dei suoi condomini, costretti a subire minacce, molestie e lesioni. Imbrattava il muro di cinta del condominio con scritte inneggianti l'odio razziale. Con un'ascia aveva danneggiato parti dell'edificio, abbandonava nel cortile comune oggetti ingombranti e minacciava con un bastone chi accedeva ai garage.
Terni. Una ventinovenne è accusata di aver perseguitato due vicine di casa per incomprensioni legate a questioni condominiali. Per questo è stata denunciata a piede libero dai carabinieri per stalking, lesioni personali e minacce. Il provvedimento disposto dopo che il giudice ha appurato come il comportamento della donna abbia provocato stati di ansia e paura anche per tutti gli altri condomini del palazzo. I comportamenti che nel tempo si sarebbero arrivati a sfociare in vere e proprie violenze fisiche da parte della donna.
Vicenza. Atti persecutori telefonate mute, corrente staccata e finti annunci erotici affissi in città. Coppia di fidanzati allontanata dal condominio dal giudice: avevano reso la vita impossibile ai vicini, con scherzi e dispetti
Montesilvano, (Pescara), sono state richieste misure restrittive per una donna di 72 anni e per il figlio di 47, che avevano tormentato ripetutamente e aggredito gli anziani vicini. Fonte: Agire.tv

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