L'invidia? Peccato maschile

Chi ha detto che l'invidia è un peccato tipicamente femminile? Si tratterebbe semplicemente di uno di quei luoghi comuni che gli psicologi spesso si divertono a far crollare. Anzi pare che gli stessi psicologi e psicanalisti abbiano rivisto alcune delle loro teorie in proposito: almeno quelli aderenti alla Societa' Internazionale di Psicanalisi che presenterà uno studio sul tema il 27 aprile a Roma.
Per trarre questa sorprendente conclusione gli esperti hanno scrutato i sentimenti di circa 1.300 uomini e donne di età compresa fra i 25 e i 50 anni: ne è emerso che sono gli uomini, più delle donne, a vivere il sentimento dell'invidia, nel 78% dei casi, sia nella vita professionale che in quella affettiva. Per ciò che riguarda le donne, ciò che probabilmente le tradisce è l'impulsività e quindi la minore capacità di nascondere l'invidia, mentre gli uomini si rivelano veri artisti della diplomazia, riuscendo meglio a dissimulare l'invidia verso uomini e donne. Ne deriva che le donne in preda all'invidia, secondo gli studiosi, sono solo il 43%.
Il ritratto dell'invidia maschile che risulta dallo studio lascia molto poco alle indulgenze verso il sesso forte. La manifestazione dell'invidia assume infatti contorni che nulla hanno a che vedere con la “sportività” della competizione o lo “spirito di camerata”: nel 53% dei casi si assiste a tentativi di tagliare fuori colleghi di lavoro dalla vita professionale lasciandoli all'oscuro su certe informazioni. Nel 76% dei casi gli uomini non riconoscono un merito alla persone invidiata (donne solo nel 42%). Nel 38% addirittura gettano discredito sulle idee della persona invidiata anche se palesemente ineccepibili (donne solo nel 26%) oppure le si attribuiscono dichiarazioni false (66%). Nel 78% si arriva ad insinuare che i meriti acquisiti non derivino dalle capacita' ma da favori concessi ai superiori (solo nel 66% dei casi femminili), fino a sottolineare i difetti fisici dei propri avversari in pubblico (nel 48% dei casi) o sfruttare il lavoro dei colleghi per attribuirsene i meriti (56%).
Quanto al confronto con il gentilsesso, esso non serve a salvare gli uomini dall'invidia. Anche per quanto riguarda l'invidia passiva gli esperti fanno crollare un mito: oggetto d'invidia sembrano essere infatti più le donne che gli uomini (66% dei casi contro il 44%). Il motivo principale, secondo il professor Massimo Cicogna, è ''il fatto che molte donne facciano carriera e si affermino professionalmente” e ciò le rende ”bersagli privilegiati dell'invidia sociale''.
Anche il sessuologo Willy Pasini dice la sua sull'argomento, mostrandosi poco sorpreso : ''Una volta i maschi competevano solo tra di loro, oggi devono fare i conti con l'affermazione delle donne. Questo li ha resi più aggressivi e ha fatto sì che mutuassero tecniche di conflitto tipiche dell'universo femminile''. Fonte: Italiasalute.it
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