Aiutare gli altri fa bene al cervello

Esistono programmi neuroendocrini cui gli esseri viventi sono sottoposti e che sono correlati a particolari comportamenti. Quando si è in una condizione di allerta e di ansia, infatti non si è in grado di porre l’attenzione al di fuori di sé stessi e il comportamento è finalizzato all’eliminazione dello stimolo stressante; questo tipo di comportamento correla con l’attivazione di certe aree cerebrali come l’amigdala e con certi ormoni sintetizzati a livello periferico quali il cortisolo e catecolamine.
Un comportamento di accudimento rivolto agli altri, familiari o amici oppure alle persone che soffrono, accende l’area ventrale del nucleo striato e del setto, aree tipicamente attive nel comportamento materno e sociale. Questo tipo di programma rende automaticamente inattivo il sistema amigdala-stress.
Lo ha dimostrato un complesso studio pubblicato su Psychosomatic Medicine dell’Università della California che ha utilizzato risonanze funzionali di donne che erano sottoposte ad una prova in cui loro erano le fautrici dell’interruzione di uno stimolo fastidioso dei loro cari. Quando le donne eseguivano l’interruzione dello stimolo fastidioso dei loro cari si attivavano le aree ventrale striatale e settale mentre contemporaneamente si disattivava l’attività dell’amigdala bilateralmente.
Secondo i protagonisti della ricerca le persone che offrono il loro aiuto agli altri gratificano loro stessi anche attraverso l’attivazione di programmi neuroendocrini specifici che sono antagonisti di quelli tipici dello stress e dello stato di allerta. Fonte: www.italiasalute.it
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