Il cervello non ama il multitasking

Si è tentati di dire che il nostro cervello non va al passo coi tempi. Una ricerca della Carroll School of Management di Boston firmata da Adam Brasel e James Gips sentenzia che il multitasking non può che distrarre. Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori – che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Cyberpsychology, Behavior and Social Networking –hanno registrato lo sguardo di un gruppo di volontari che utilizzavano contemporaneamente televisione e computer, senza alcun vincolo. Spiega Brasel: “ci aspettavamo che l'utilizzo simultaneo di questi due mezzi portasse a una riduzione dell'attenzione, ma non credevamo fino a questo punto.

In 27 minuti i volontari in media hanno spostato 120 volte gli occhi da uno schermo all'altro, senza peraltro rendersene conto: quando abbiamo chiesto loro quante volte erano passati dalla TV al Pc e viceversa, hanno dichiarato di averlo fatto una quindicina di volte al massimo. Dieci volte meno rispetto a quanto era accaduto in realtà. E pur togliendo gli sguardi rapidi, di durata inferiore a un secondo e mezzo, restano comunque 70 cambi di attenzione nella mezz'ora di test”.
Stando a quanto afferma un'altra ricerca, questa volta francese, l'organo che garantisce tutte le nostre attività non riuscirebbe a pensare o a compiere più di due azioni per volta. Quantomeno non riuscirebbe a farlo senza scadere nella mediocrità.
A sostenerlo, ricercatori guidati da Sylvain Charron dell’Institute National de Santé et de la Recherche Medicale e da Etienne Koechlin dell’Ecole Normale Supérieure di Parigi, i quali hanno pubblicato i risultati ottenuti sulla prestigiosa rivista Science.
Correre dietro a decine di cose – scrivere una mail, rispondere al telefono, ascoltare musica – nello stesso momento crea un deficit di concentrazione e un abbassamento dei livelli di attenzione, con il risultato che molte cose e informazioni ci scivolano addosso senza incidere in profondità.
Secondo i ricercatori francesi, che hanno chiesto a un gruppo di volontari di adempiere a un compito e in seguito a due compiti simili nello stesso tempo, tutto ciò è innaturale e dannoso per il nostro cervello. Osservati durante lo svolgersi dell’esperimento attraverso la risonanza magnetica, i volontari hanno mostrato come una semplice mansione coinvolgesse diverse zone neurali di entrambi gli emisferi, mentre dovendo far fronte a due compiti diversi, il cervello si divideva a metà, dedicando ad ogni compito un emisfero. La parte che si occupa delle funzioni esecutive, il lobo frontale, non può sostenere più di due azioni nello stesso istante.
I neurologi francesi, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Science, affermano: “il tipo di esperimento eseguito, su un campione di individui destri e nessun mancino e con due compiti da portare a termine che erano simili tra loro non consente di dire se la divisione dei compiti tra i due emisferi sia casuale o dipenda dal tipo di operazione e dalla dominanza di un emisfero su un altro. Ma i risultati dello studio suggeriscono che il lobo frontale, che ha funzioni esecutive, è limitato a svolgere al massimo due compiti nello stesso momento”.
Ciò spiega, secondo Keochlin, “perché la gente prende spesso decisioni irrazionali quando fa più di due cose insieme. Possiamo cucinare e stare al telefono, ma non possiamo per natura provare a leggere anche il giornale”. Il principio è valido anche per il pensiero e non solo per le azioni e quindi sarà meglio pensare e fare una cosa alla volta per bene, che più cose male. Com’è noto, la quantità influenza la qualità. Fonte: www.italiasalute.it
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