Lo stress di chi assiste un malato

Esistono delle malattie per le quali le strutture sanitarie non possono fare molto e il peso delle difficoltà e responsabilità quotidiane ricadono sui familiari del malato. Spesso un solo bembro della famiglia e il più delle volte donna. Ma chi assiste un malato può anch'esso ammalarsi di forme logoranti di depressione, stress e tristezza. A queste persone dedichiamo qualche utile consiglio per non lasciarsi andare alle difficoltà.
A volte la malattia non coinvolge solo la persona che ne soffre i sintomi fisici. La malattia ha il grande potere di infettare chiunque viva la storia del malato, chi se ne prende cura e ne patisce le sofferenze senza poter intervenire in modo risolutivo. E alla fine a patire la malattia saranno tutte le persone che in qualche modo sono coinvolte nell'assistenza. Ci sono poi malattie che più di altre mettono alla prova chi assiste i malati. Sono malattie come il Parkinson, la Sla e tutte le altre disabilità, l'Alzheimer e tutte le malattie terminali, per le quali l'assistenza medica e ospedaliera possono fare ben poco, se non tamponare le urgenze. Sono allora i parenti, di solito un familiare in particolare, a doversi assumere la responsabilità dell'assistenza quotidiana del malato, che spesso non ha la coscienza di ciò che gli capita, far fronte istantaneamente ad ogni difficoltà. Il familiare che assiste un malato in casa può quindi essere sottoposto a grandi pressioni, crisi, preoccupazioni che derivano dal non possedere una reale professionalità; e irrimediabilmente assume su se stesso le malinconie del malato e per questo scivolare in momenti di grande solitudine, stress, impotenza e tristezza. Senza considerare il fatto che l'assistenza al malato deve conciliare con tutti gli altri impegni lavorativi e familiari. Nel 33% dei casi vi è una sola persona che assiste un familiare malato e il più delle volte sono donne. Quando l'impegno richiesto supera le capacità di intervento e sopportazione del familiare che assiste l’energia, il buon umore e la capacità di far fronte ai problemi si riducono drasticamente e interviene lo stress. Si potrà fare ben poco per risolvere le cause della malattia. Ma molto per imparare a gestire i picchi di stress, prevenire i momenti difficili, saper interpretare le potenziali situazioni di stress e imparare a bilanciare le proprie forze in base alle reali esigenze. Rinforzare l’autostima, le capacità di risolvere problemi e nel caso, ricorrere ad un supporto esterno sono gli obiettivi primari da raggiungere. Se stai assistendo ad un familiare malato leggi alcuni consigli per affrontare l'assistenza. Ci sono poi situazioni particolari per le quali esistono strutture sanitarie apposite per l'assistenza a 360° del malato e dei familiari. Sono gli Hospice, centri residenziale di cure palliative per malati terminali per garantire un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale al malato e ai familiari. L’equipe di un Hospice è costituita da medico, psicologo, infermiere, assistente sociale, assistente spirituale e volontario. E’ da sottolineare nell’equipe il ruolo dei volontari che hanno il delicato compito di ascoltare per cogliere ogni aspettativa, desiderio, speranza del paziente. Anche in Italia sono presenti diversi Hospice finalizzati a prendersi cura del malato e dei familiari sotto ogni punto di vista. Se vuoi saperne di più leggi l'elenco degli Hospice in Italia. Esiste infine una forma di stress tipica delle categorie professionali coinvolte nell'assistenza alla persona. E' la sindrome del Burnout, che oltre a coinvolgere educatori, forze dell'ordine, religiosi, può affliggere medici, assistenti sociali e infermieri. Il Burnout si manifesta come un lento processo di debolezza psicofisica dovuta all'incapacità di sostenere e scaricare lo stress accumulato o al carico eccessivo di responsabilità di cui si rivestono. Il burnout comporta esaurimento emotivo, depersonalizzazione, cinismo e un sentimento di ridotta realizzazione personale. Fonte: Medicina e Benessere
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